Un insegnamento tra le lacrime

1° gennaio 2008 – Amritapuri

Durante il suo discorso di Capodanno, Amma a un certo punto ha iniziato a raccontare di una famiglia che era venuta per il darshan il giorno precedente:

 

amma capodanno 2008“E’ venuta al darshan una famiglia di quattro persone. Il marito, un ex conducente di rickshaw, è rimasto recentemente paralizzato in seguito a un ictus e a causa di ciò non ha più potuto badare a se stesso e alla sua famiglia. La moglie allora, per provvedere al marito e ai figli, ha cominciato a lavorare in diverse case come domestica, ma si è ammalata anche lei e non ha potuto continuare a lavorare. Hanno quindi chiesto e ottenuto dei prestiti da diversi enti creditizi, senza essere però in grado di restituirli. Anche per venire da Amma sono stati costretti a chiedere un prestito.

“Quando la famiglia è arrivata per il darshan, Amma ha chiesto all’uomo come stesse. Egli ha cercato di raccontare le sue sofferenze, ma ogniqualvolta apriva bocca, l’emozione gli impediva di parlare, ecosì è riuscito a esprimere il suo stato d’animo soltanto piangendo”.

A questo punto, Amma ha smesso di parlare. Ha preso un piccolo panno che era posato accanto a lei, se lo è portato al volto premendoselo sugli occhi ed è rimasta così per un poco. Tutto era avvolto dal silenzio, il tempo sembrava immobile. Amma ha poi allontanato il panno e sembrava pronta a riprendere il racconto, ma le lacrime erano copiose e le hanno impedito di farlo. Amma stava semplicemente lì, seduta, e lasciava che le lacrime scendessero lungo le sue guance. Proprio come l’uomo che era andato da lei il giorno prima, tutto quello che Amma riusciva a fare per esprimere il suo stato d’animo era piangere.

Per Amma, la compassione non è retorica – non è un fiore con cui adornare di quando in quando le sue parole. È il suo respiro stesso. Dalle vette della sua conoscenza, Amma potrebbe scegliere di guardare agli avvenimenti di questo mondo come a un semplice miraggio. E per ciò che riguarda se stessa – il bisogno di cibo, di riposo, il dolore fisico che le accade di provare – questo è esattamente il modo in cui Amma vede tutto ciò: non reale, una mera illusione. Ma quando la sofferenza riguarda le persone del mondo, Amma scende al loro livello per sostenerle, asciugare le loro lacrime, per offrire quello che serve in termini di amore e compassione.

La vita di Amma è il suo insegnamento più grande – e le lacrime sono parte di questa vita. Proprio come Rama pianse quando Ravana rapì Sita, come Krishna pianse quando rivide finalmente Sudama, come Gesù pianse sulla tomba di Lazzaro, e Buddha pianse per un uccellino, anche le lacrime di Amma sono un insegnamento sull’amore senza limiti e la compassione universale di un vero mahatma. Come Amma ha detto: “Sentire ed esprimere le emozioni e condividerle sinceramente senza riserve può solo aggiungere splendore spirituale e gloria a un essere illuminato.
È sbagliato vedere questo come una debolezza. Deve piuttosto essere considerato un’espressione della loro compassione e del loro amore espressi in un modo più umano. Come potrebbero altrimenti gli esseri umani ordinari capire l’interesse e l’amore che essi provano per loro?”.

Lo scopo di Amma è riportare le inclinazioni umane verso la bontà, il dharma, l’amore, la compassione, la gentilezza – indietro verso la cultura del cuore. Come apportare questa trasformazione? Amma risponde in forma di sutra: “Siate compassionevoli”.