Siate come un arcobaleno

Brani dal Satsang di Amma di Capodanno 2002

Oggi siamo entrati nel 2002. Quando arriva l’Anno Nuovo aspiriamo sempre a qualcosa di nuovo. Sentiamo che qualcosa di nuovo possa avvenire.
Ma con un semplice cambiamento di numeri non ci saranno grandi cambiamenti.
Due più due fa quattro, e quattro sarà soltanto quattro. Non possiamo aspettarci che diventi cinque. Allo stesso modo la verità non la si può cambiare.
Nel passato: era; nel presente: è; e nel futuro: sarà.
Non si può aggiungere né sottrarre nulla. Non si può fornire una nuova verità.

Il vero cambiamento deve avvenire dall’interno. Anche se l’ambiente esterno può cambiare, noi potremmo non essere più felici o in pace interiormente. Il regno interiore deve cambiare in meglio se vogliamo accettare le situazioni della vita con la dovuta comprensione.

In genere non teniamo conto delle benedizioni che riceviamo, piuttosto siamo sempre pronti a lamentarci. Questa attitudine è sbagliata. Dio ci ha dato così tanto nella vita – un corpo in buona salute, il sole che splende, l’aria e l’acqua. Eppure non esprimiamo la nostra gratitudine a Dio. Dovremmo cercare di coltivare un cuore colmo di gratitudine e amore per Dio.

Una volta c’era una ragazzina che aveva le gambe paralizzate. Era destinata a rimanere sulla sedia a rotelle per tutta la vita. Questa ragazzina era solita guardare gli altri bambini che giocavano ogni giorno nell’area giochi vicino casa. Poiché non poteva partecipare ai loro giochi, era sempre molto triste a causa delle cattive condizioni in cui versava.

Un giorno, mentre la ragazza guardava fuori della finestra, cominciò a piovere anche se il sole continuava a splendere. Apparve un bellissimo arcobaleno e la ragazza fu stracolma dalla gioia nel vederlo. Dimenticò la sua tristezza e il dolore per un po’. Dopo alcuni attimi l’arcobaleno scomparve. La ragazza fu di nuovo triste, con la speranza di veder di nuovo apparire l’arcobaleno.

Ogni giorno guardava al cielo nella speranza di vedere l’arcobaleno, ma non appariva mai. E la ragazza si avvicinò alla madre e le chiese: “Mamma, quando potrò vedere di nuovo l’arcobaleno?” La madre consolò la figlia dicendole: “Figlia mia, quando piove e allo stesso tempo il sole risplende, l’arcobaleno apparirà di nuovo.” La ragazzina continuò ad aspettare con impazienza.

Nel fare ciò dimenticò il suo dolore, la tristezza e la sofferenza. Sebbene guardasse ancora i bambini giocare nella vicina area giochi, smise di essere triste per la sua invalidità. Invece era piena di speranza e aspettativa, piena dei sogni di poter rivedere l’apparizione del bellissimo arcobaleno.

All’improvviso, un giorno cominciò a piovere mentre il sole ancora splendeva, e l’arcobaleno apparve di nuovo. La ragazza era così eccitata. Voleva andare quanto più vicino possibile all’arcobaleno, e insistette perché la madre la portasse vicino all’arcobaleno. La madre sapeva che l’arcobaleno sarebbe scomparso molto presto. Eppure non voleva far dispiacere la figlia. Così la portò in auto per la strada e alla fine la madre disse alla figlia: “Figlia mia, fermiamoci qui. C’è una bella vista.”

La ragazzina guardò l’arcobaleno in estasi. Con voce dolce e gentile disse: “O Arcobaleno, come hai avuto questi splendidi colori? Come sei diventato così bello?”

L’arcobaleno rispose: “Figlia mia, ero solito esser triste come te. Mi venivano delle fitte al cuore nel vedere le scene di festeggiamenti che avvenivano intorno a me. Ma un giorno pensai tra me: ‘Perché dovrei sentirmi infelice? Perché dovrei esser triste? Sebbene appaia per pochi secondi prima di scomparire, posso usare quel breve periodo per rendere gli altri felici. Dovrei dimenticare la mia tristezza e rendere gli altri felici.’ Quando mi venne in mente questo pensiero, divenni determinato nel rendere gli altri felici. Divenni sempre più bello, poiché divenivo sempre più aperto. Il solo pensiero di rendere gli altri felici mi rese così pieno di colori.”

Già mentre l’arcobaleno parlava con la ragazza, lentamente iniziò a svanire. Quando fu completamente scomparso, la ragazzina fece un giuramento: “Come l’arcobaleno, anch’io farò felici gli altri. Invece di sentirmi dispiaciuta per me stessa, farò il mio meglio per rendere gli altri felici. Rimarrò in modo che gli altri traggano beneficio dalla felicità che sento dentro.”

Possiamo pensare a innumerevoli ragioni per sentirci tristi, arrabbiati o depressi. Ma invece di rimuginare i nostri problemi, pensiamo: “Cosa posso offrire al mondo? Cosa posso fare per il mondo?” E solo quel pensiero, quel pensiero positivo, ci farà sentire più felici, ci aiuterà a rimanere sempre più aperti a tutte le circostanze della vita, che a loro volta aiuteranno anche gli altri.

L’anno scorso ci sono state molte gesta disumane in cui è stato versato sangue. Molte persone innocenti sono morte per terremoti, guerre e attacchi terroristici. Che il Nuovo Anno sia colmo dell’amore e della grazia di Dio. Preghiamo il Divino affinché tali eventi non si verifichino più. Ma Amma vuole anche ricordare ai Suoi figli che, come esseri umani comuni, non possiamo por fine a tali eventi. Terremoti, guerre o atti terroristici potrebbero avvenire ancora. Dovremmo cercare di acquisire potere spirituale e forza mentale interiore in modo da superare tali situazioni.

Tutti dovremo morire un giorno e, di fatto, ogni momento ci stiamo avvicinando di più alla morte. Ma anche se il corpo perisce, l’anima continua a vivere: è immortale. Questa è la ragione per cui l’elettricità continua ad esistere anche quando la lampadina si è bruciata. Questo è il principio essenziale della spiritualità.

In realtà noi non abbiamo paura della morte. Abbiamo paura della perdita che avremo quando moriremo. Siamo troppo attaccati al mondo e agli oggetti del mondo, ed abbiamo paura di perdere tutto. E’ questo attaccamento che causa la paura, non la morte in sé stessa.

Tuttavia, qualunque cosa a cui siamo attaccati – che sia la casa, la moglie, i figli, i rapporti con gli oggetti del mondo – non ci accompagnerà. Quando lasceremo il corpo, dovremo lasciare anche tutto questo.

Per cui, nel breve periodo di tempo a nostra disposizione, cerchiamo di divenire come un arcobaleno che rende gli altri felici. Possa il Supremo elargire la grazia su di noi.