Conferenza “Dalla mente dell’Io, alla mente superiore”- com’è andata

23 marzo 2019, Milano

Una conferenza avvincente, in cui la relatrice Tiziana Fragomeni ci ha accompagnato verso l’esplorazione dell’interazione delle nostre due menti: la mente automatica e quella superiore. Caratterizza la mente automatica il continuo dialogo interno, quel misto di emozioni che generano reazioni automatiche e meccaniche. È una mente che analizza tutto in termini di profitto e perdita e prende decisioni sulla base delle esperienze passate, incapace di rimanere nel presente. È una mente separativa, che divide et impera, che crea contrapposizioni e ci fa sentire diversi. È il nostro ego!
Quella superiore è una mente silenziosa, sa qual’è la via più giusta per noi e ce lo comunica attraverso le sensazioni e i sentimenti, senza affidarsi a nessun calcolo di profitto o perdita. Percepisce ed accetta la realtà senza interpretazioni del pensiero.
Cosa dobbiamo fare per ricreare l’Unità originaria e collegarci alla mente Superiore? Prendere contatto con la mente di superficie, ascoltarne i lamenti senza giudicare, assumersi la responsabilità dei propri pensieri ed emozioni, sopratutto quelli negativi ed invalidanti. È cosi che riusciremo a scovare quell’ostacolo, quella forza che, oltre a impedirci di realizzare la nostra esistenza e manifestare il nostro scopo, contrasta l’espansione della nostra consapevolezza tenendoci prigionieri in un carcere che non ha pareti, non ha sbarre, non ha odore, non ha colore.
Con lo scopo di metterci alla prova, questa forza, l’antagonista, il parassita, il volador, il corpo di dolore, maya, ci sfida ad uscire dalle tenebre della nostra invisibile prigione e raggiungere la luce della consapevolezza dei mondi superiori. Riconoscere l’operato del “parassita” nella nostra vita, vuol dire portarlo alla luce, smascherarlo, per poi trascenderlo e trasformarlo nel nostro miglior alleato.
Come diceva Socrate, ci ricorda Tiziana Fragomeni , è dunque importante intavolare con la nostra mente un dialogo maieutico, ovvero quel dialogo fondato sulle domande più che sulle risposte o sul convincimento.
Iniziamo dunque a porci queste domande:
“ Chi sono? Qual’è il mio punto di partenza? Qual’è la descrizione del mondo che mi hanno dato? Dove sono? Cosa voglio fare? Dove voglio andare?”