I mali della vecchiaia

Possano le sofferenze degli anziani sciogliersi alla luce d’amore dei giovani

Mai dimenticare i doveri verso i propri genitori
La madre è per i figli la figura più importante della famiglia. Fin dal concepimento, la sua disponibilità al sacrificio, la sua dedizione, il suo amore e la sua sollecitudine verso i figli sono sconfinati. I bimbi crescono grazie al nutrimento del latte materno. Nostra madre ci protegge da ogni pericolo, ed è anche la nostra prima maestra e guru, ci educa e ci prepara alla dignità della vita familiare. Nostra madre ci proteggerà con la massima dedizione e cura, fino alla fine. Una madre è sempre pronta anche al sacrificio più estremo per il bene e la sicurezza dei propri figli.
Spesso, tuttavia, l’amore, il rispetto e l’attaccamento che tutti da piccoli proviamo per i nostri genitori si perdono, quando diventiamo adulti. Vediamo bambini piccoli litigarsi i genitori, a suon di “La mamma è mia, non tua! Il papà non è tuo, è solo mio!”. Ma una volta cresciuti, questi stessi bambini dimenticheranno di prendersi cura dei loro genitori, e anzi si rinfacceranno l’un l’altro: “È tua madre! È tuo padre!”
Una volta, un vecchio entrò in un negozio dove riparavano telefoni. Porgendo il cellulare al commesso, disse: “Per favore, veda se c’è qualcosa che non va nel mio telefono. Non ricevo chiamate dai miei figli”. Il suo cuore di papà non poteva infatti concepire che i suoi adorati e amatissimi figli non lo chiamassero mai. I genitori sperano sempre di sentire regolarmente i figli, e che se la loro telefonata non arriva, sia colpa del telefono.
Il debito che ciascuno di noi ha verso i propri genitori è incommensurabile. Dobbiamo vedere in ogni occasione di metterci al loro servizio e prenderci cura di loro come una grazia concessaci direttamente da Dio. Amma sente tanti dire: “Vorrei che i miei genitori fossero ancora vivi. Mi sento così in colpa oggi, quando penso a come li ho trascurati quando erano ancora in vita”. Assicuriamoci di fare tutto il possibile per evitare questo rimpianto: il passato non torna. Finché i nostri genitori sono in vita, amiamoli devotamente e prendiamoci cura di loro al meglio delle nostre capacità.
I doveri dei figli non si esauriscono con una telefonata ogni tanto o per la festa della mamma e quella del papà: telefonare ogni tanto è come dare a un assetato un cubetto di ghiaccio anziché l’acqua fresca e abbondante di cui ha bisogno. Ricordino, i giovani, che molto presto si troveranno loro stessi nelle condizioni in cui vedono ora i propri genitori e nonni. Mai dimenticare che quello che riceveremo domani è quello che diamo oggi.
Comprendiamo il cuore dei nostri anziani genitori e comportiamoci di conseguenza. Possano i mali della loro vecchiaia dissolversi nella luce del nostro amore di figli: non vi è grazia più grande.

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