Messaggio di Amma in occasione di Krishna Jayanti

27 agosto 2005

Bisogna anche sapere accettare la sconfitta

Ashtami Rovini – la congiunzione della stella Rohini con l’ottavo giorno lunare – coincide con il giorno della nascita, nel Dvapara Yuga, di Sri Krishna, figlio di Vasudeva e Devaki. Egli, comunque, vive ancora oggi in tutto e in tutti, poiché è la Coscienza onnipresente, oltre la nascita e la morte. Sri Krishna è destinato a nascere nelle profondità d’amore all’interno di ognuno di noi.

Sono veramente pochi quelli che sono stati capaci di essere contenti sia nella vittoria sia nella sconfitta: Sri Krishna celebra entrambe, ecco perché può donarci sempre un bel sorriso radioso.

Nacque col sorriso sul volto, visse la sua vita sorridendo e sorridendo lasciò il corpo. Il messaggio che volle comunicare con la Sua vita è che essa deve essere piena di risate.

Pur avendo solo piccole responsabilità, noi diventiamo molto egoisti e ci dimentichiamo di sorridere ed essere felici anche se i problemi che ci abbattono sono piccoli. Consideriamo, invece, Sri Krishna e le Sue enormi responsabilità! Egli portò a termine con pieno successo qualunque impegno; nulla fu insignificante per lui e si assunse tutte le sue responsabilità portandole alla conclusione.

Provate a fare uno scherzo a qualcuno che sta portando un carico pesante sulla sua testa: quel peso gli impedirà di riderne, ma Sri Krishna non dimenticò mai di sorridere, nonostante avesse responsabilità di dimensioni “himalaiane”.
Nello Srimad Bhagavatam si dice che, una volta, Sri Krishna perse perfino una guerra ma accettò con un sorriso la sconfitta e le sue conseguenze. Nella società odierna vediamo persone che, in caso di fallimento, cercano di attribuirne la responsabilità agli altri, e in caso di vittoria, sottolineano immediatamente solo le proprie personali capacità.

L’atteggiamento “io accetterò solo i successi” è errato, poiché è necessario essere in grado di accettare anche le sconfitte. Non è il numero di vittorie nella vita di qualcuno che determina se questi sia o meno una persona di successo, poiché in realtà la vita è un insieme di successi e fallimenti. La vera vittoria si raggiunge quando si è in grado di accettare entrambi con equità mentale: ecco ciò che Sri Krishna ha insegnato per tutta la Sua vita.

Anche se abbiamo raggiunto una minima posizione sociale, ottenuto un po’ di potere o riconoscimento, ne saremo così tanto trasportati da dimenticarci persino di essere umani! Sri Krishna, sebbene sapesse di essere l’Onnipotente, non ne fu mai orgoglioso e riuscì a essere il più semplice dei semplici, se doveva agire da uomo semplice; la Sua pazienza era simile a quella della Madre Terra. Ma se capiva, al contrario, che non c’era altra via d’uscita, non esitava a impartire una buona lezione a persone egoiste e disoneste come Paundra Vasudevan.

Sri Krishna, impegnato sempre a compiere buone azioni, accettò felicemente tutti i diversi ruoli che gli vennero proposti. Ogni ruolo differiva dall’altro: dovette agire da re, cittadino, padre, amico, fratello, guerriero, messaggero, amato delle gopi, conduttore di carri e altro ancora. La sua azione era impeccabile e riponeva il costume solo dopo aver portato a termine il Suo ruolo.

La vita di Sri Krishna fu come una brezza gentile che accarezzava tutti e ogni cosa. Il viaggio della sua vita è avvenuto in modo tranquillo, come il passaggio da una stanza all’altra.

Spargeva felicità su tutti coloro che venivano da Lui e la Sua vita terminò quando fu colpito dalla freccia di un cacciatore; prima di lasciare il corpo e intraprendere così il Suo ultimo viaggio, benedisse il cacciatore con la liberazione.

Quando si ricorda l’infanzia di Sri Krishna – col gioco nel quale si rompono le pentole di coccio piene di latte e burro, o altro, per esempio –, bisognerebbe anche ricordarsi del giusto atteggiamento che egli aveva nei confronti della vita e della Sua efficacia d’azione.

Possano tutti essere pieni della forza e delle risorse finanziarie utili per seguire le orme di Sri Krishna
– Amma offre questa preghiera al Paramatman.