∼ dal messaggio di Amma del 10 Maggio 2020

Tutti noi stiamo guardando con impazienza al giorno in cui potremo riacquisire la nostra libertà sottraendoci alla morsa del COVID-19. Tutti stanno aspettando il giorno in cui poter accogliere un nuovo mondo di speranza e di luce.

In questo frangente dobbiamo prendere la ferma decisione che non dimenticheremo mai le lezioni che la natura ci ha impartito in questo periodo e che non ripeteremo mai gli errori commessi in passato. Ogni passo che faremo andrà intrapreso con estrema prudenza. Quali sono le cose a cui dovremmo prestare attenzione? Quella più importante è praticare la moderazione nei pensieri, nelle parole e nelle azioni.

Ognuno ha le sue debolezze e i suoi limiti. Non c’è nulla di sbagliato nel soddisfare i bisogni e i desideri dharmici (virtuosi). La natura ci aiuterà, ci assisterà e ci offrirà il sostegno necessario, ma dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento, che presuppone la supremazia dell’uomo e che ogni cosa in natura ci spetti di diritto. La nostra arroganza ha superato ogni limite. Pensiamo di essere i più grandi e i più potenti. Adesso Dio ci ha dato un colpo in testa sotto forma di questo virus. Almeno ora dobbiamo svegliarci e procedere con cautela. Da questa mentalità ristretta ed egoistica basata sull’io e sul mio, dobbiamo elevarci alla mentalità che abbraccia il mondo intero e tutte le sue creature. Dovremmo comportarci in questo modo. Tutti i pensieri e le azioni degli esseri umani ruotano attorno all’ego. Occorre cambiare tale atteggiamento.

La visione narcisistica dell’uomo l’ha portato a vedere solo il proprio riflesso nell’acqua del lago, impedendogli di vedere gli alberi e il resto della natura specchiarsi in quelle acque. Non è possibile continuare così. Dobbiamo riconoscere e accettare tutto con amore e riverenza.

Siamo nell’era dell’informazione. Se tuttavia le informazioni rimangono confinate nella testa, diventano solo un fardello per noi e per gli altri. Le informazioni che abbiamo in testa dovrebbero scendere nel cuore trasformandosi in conoscenza. Solo allora sorgerà in noi la luce del discernimento. Solo quando questa luce albeggerà dentro di noi saremo capaci di vedere il nostro prossimo con occhi compassionevoli. Altrimenti in futuro potremmo trovarci di fronte a sempre più forti e terribili calamità. È anche possibile che il Tempo e la Natura ci distruggano completamente.

Due fotografi naturalisti stavano camminando nella foresta. Improvvisamente un enorme leone balzò sul loro sentiero. I due tremavano di paura. Rivolgendosi al suo compagno, il primo sussurrò dall’angolo della bocca: “Non muoverti! Non respirare neppure! Rimani immobile come una statua! Ricordi cosa abbiamo letto in quel libro? Se restiamo immobili e guardiamo il leone negli occhi, ci lascerà stare”. Il secondo replicò: “Sì, hai ragione, amico. L’abbiamo letto nel libro. Ma il leone ha letto quel libro? Il libro è una cosa, questa è un’altra. Quindi mettiti a correre!”.

Quello che leggiamo nei libri è spesso diverso dalla vita reale. È solo quando affrontiamo le situazioni della vita reale che impariamo. La vita non è ciò che leggiamo in un libro. Quello che apprendiamo all’università è meno del 10% di quello che apprendiamo dall’universo. Nell’universo, tutte le creature, anche le più piccole come le zanzare e le formiche ci danno delle lezioni. La vera università è l’universo intero, che ci impartisce una conoscenza universale. Il vero sapere si acquisisce solo attraverso l’esperienza: questa è la differenza tra un bambino ingenuo e un adulto maturo.

Leggere libri ci trasmetterà indubbiamente delle conoscenze, ma l’esperienza è l’unico vero maestro. I libri ci insegnano che la vita è fatta per essere felici, non tristi. Tuttavia è opportuno ridere e scherzare durante un funerale? Impariamo dalle esperienze della vita reale. Dopo aver vissuto una certa situazione, possiamo dire di aver imparato quella particolare lezione.

In questo momento il nostro intelletto è distorto. Se c’è un incidente e qualcuno rimane gravemente ferito, un tale intelletto penserà solamente a come ricavare un profitto: quante limonate posso vendere sul luogo dell’incidente? Questa mentalità calcolatrice è sempre più diffusa.

Le persone studiano management, ma non sanno come gestire se stessi. Si laureano in gestione aziendale per imparare a gestire le imprese e gli affari. Gestire un’azienda di 500 impiegati significa gestire 500 menti. Eppure noi non riusciamo a padroneggiare i nostri pensieri e la nostra mente. Come gestiamo le cose del mondo, così dovremmo imparare a gestire il nostro mondo interiore e la mente.