∼ dal messaggio di Amma del 10 Maggio 2020

Un giorno, durante il tour di Amma nell’India del Nord, decidemmo di fermarci per la pausa pranzo. Il cibo era già stato cucinato. I partecipanti al tour erano quasi 500. Mentre cercavamo un posto all’ombra, vedemmo un luogo dove c’era un albero e ci radunammo lì vicino. Questo albero era considerato sacro perché un Mahatma vi aveva intrapreso le sue pratiche ascetiche. Le persone lo stavano circumambulando. Al termine, aspettavano che soffiasse una brezza che facesse cadere alcune foglie dall’albero e poi, con grande reverenza, le raccoglievano come prasadam per metterle nella stanza della puja della loro casa e onorarle. Amma si emozionò nel vedere questa scena e si augurò che la gente rispettasse allo stesso modo tutti gli alberi e tutte le piante. In tal modo il mondo sarebbe diventato un paradiso.

Se gli esseri umani proteggono le creature della Terra, quest’ultime proteggeranno a loro volta gli esseri umani, proprio come recita il detto: “Chi custodisce il dharma sarà protetto dal dharma”. Il Coronavirus è un campanello d’allarme.

È vero che stiamo attraversando tempi duri, ma dovremmo cercare con tutte le nostre forze di restare di buon umore e contenti, mantenendo allo stesso tempo un alto livello di attenzione. È nostra responsabilità farlo. Non perdere il buon umore di fronte alle difficoltà non significa reprimere un eventuale senso di tristezza. Non vuol dire reprimere, ma superare. Il modo migliore per salvaguardare la propria felicità mentale è intraprendere e dedicarsi interamente a qualche attività utile. Dovremmo sforzarci di vedere le sofferenze degli altri come le nostre, come una parte di noi stessi, e stabilire con le persone una connessione da cuore a cuore.

In un certo senso, il tempo che stiamo vivendo ci offre l’opportunità migliore per volgerci all’interno. Molti di noi seguono attentamente gli avvenimenti su Internet, ma questo non basta. Per qualche tempo, navigate non solo in Internet ma anche in Innernet, nella rete interiore. Questo è un buon momento per sforzarsi di capire noi stessi.

In questo periodo è necessario fare dell’esercizio fisico. Lo yoga può essere utile a tale scopo. Praticate la meditazione, leggete libri spirituali. Gli elettrodomestici come il frullatore sono sempre forniti di un manuale d’istruzioni che spiega come usarli: ci insegna come funziona l’apparecchio, quali precauzioni prendere per non surriscaldare il motore e rischiare di bruciarlo. Anche altri apparecchi e macchinari vengono accompagnati dal proprio libretto d’istruzioni. Analogamente, la spiritualità è il manuale d’istruzioni che ci insegna come gestire la nostra vita. Dobbiamo prestare attenzione a queste istruzioni spirituali. Se leggiamo e comprendiamo i libri spirituali, saremo capaci di rimanere felici e soddisfatti di ciò che abbiamo.

Non siamo candele che hanno bisogno di qualcuno che le accenda, bensì il sole che brilla di luce propria. Non siamo gattini indifesi e smarriti bensì leoncini audaci e ruggenti. Dobbiamo coltivare questo atteggiamento.

Le ricchezze di questa Terra non ci sono per essere godute unicamente dagli esseri umani: tutte le creature ne hanno diritto. Anche le future generazioni. Spinti dall’egoismo e dalla pressione esercitata dalle circostanze, cadiamo spesso nella tentazione di cercare solo il guadagno immediato. È essenziale vincere questa tentazione.

Amma ricorda una storia: un uomo stava svolgendo un pellegrinaggio. Qualcuno gli rubò la borsa che conteneva il portafoglio, le provviste e i vestiti. Presto l’uomo ebbe sete. In lontananza vide un pozzo situato un po’ più in alto sulla collina. Lentamente s’incamminò in quella direzione, sentendosi morire di sete e senza più forze. Finalmente arrivò al pozzo. Felice, cominciò ad azionare manualmente la pompa, ma non una singola goccia d’acqua ne uscì. Frustrato e disperato, stava per crollare a terra quando qualcosa catturò la sua attenzione. Si trattava di un piccolo vaso situato a lato del pozzo. Lo raccolse rapidamente e vide che conteneva un po’ d’acqua. Mentre stava per berla, notò un foglietto di carta incollato sul vaso su cui era scritto: “Versa quest’acqua nella pompa prima di pompare l’acqua. In tal modo la pompa comincerà a funzionare. Dopo aver preso l’acqua necessaria, non dimenticare di rimetterne un po’ in questo vaso per il prossimo viaggiatore assetato che arriverà qui”. Per un attimo il pellegrino rimase perplesso. Stava morendo di sete. Pensò: “E se poi verso l’acqua nella pompa e non succede nulla? Perderò persino questa poca acqua. Dovrei versarla? Oppure berla? Ho una sete terribile, ma se non verso quest’acqua nella pompa e non ne estraggo dell’altra dal pozzo, commetterò un crimine contro la prossima persona assetata che potrebbe arrivare qui”.

Dentro di lui era in corso un conflitto tra il suo egoismo e la sua premura per gli altri. Infine la considerazione per il prossimo ebbe la meglio e l’uomo versò l’acqua nella pompa. Con sua grande gioia, la pompa manuale cominciò a funzionare, facendo sgorgare acqua fresca e limpida. Ne bevve fino a sentirsi sazio ed infine riempì il vaso d’acqua.

Quale lezione trarre? Questa storia ci insegna a prendere ciò che ci occorre pensando anche a chi verrà dopo e avrà il nostro stesso bisogno. Ci insegna inoltre a riconoscere che anche gli altri provano il nostro stesso dolore. Dovremmo capirlo e sforzarci di coltivare un atteggiamento di abbandono e di attenzione verso di loro.