In un seme

Biodiversità
Nella società contemporanea anche la Terra viene considerata come una fabbrica dalla quale ci si aspettano rendimenti standard.

In questa visione i terreni sono sfruttati al massimo e concimati con sostanze chimiche velocemente assimilate che però deprimono la capacità metabolica spontanea del terreno.
I semi che vengono utilizzati sono selezionati o modificati geneticamente per resistere ai parassiti e ai diserbanti. In questo modo molte piante sono divenute sterili, cioè i semi prodotti non sono più utilizzabili per nuove semine, ma solo per il consumo diretto.

Le varietà antiche di piante che nel tempo si erano adattate ai diversi climi e terreni, producono frutti più piccoli ma con sapori unici. Ora sono abbandonate a favore di tipi standard per forma, colore e sapore.

Questi comportamenti egoistici e miopi trasformano e mettono in pericolo le condizioni di vita di chi lavora sulla terra, del consumatore finale e degli ecosistemi coinvolti.

Scrigno di energia
-Sepolto dai ghiacci o sotto strati di terra bruciata in attesa della prima acqua, può resistere per tempi lunghissimi in condizioni ambientali avverse mantenendo la sua vitalità.
-E’ resistente e piccolissimo; in esso viene conservato l’intero codice genetico, la potenzialità di boschi, prati, frutteti, campi…
-E’ pronto a moltiplicarsi per la sopravvivenza della propria specie e per il nutrimento di molte altre.

Prendersi cura
Ottenere una pianta partendo dal seme ci porterà naturalmente a sviluppare la pazienza. Bisogna attendere che la piantina emerga dal terriccio,cresca e diventi forte fino a dare fiori e frutti. Non possiamo forzare questo processo né esserne protagonisti ma solo fornire tutto il necessario come strumenti e testimoni: siamo collaboratori di Madre Natura.

Questo è un grande insegnamento di saggezza tangibile che ci comunica anche la fiducia nella capacità ciclica della vita a rinnovarsi e rinascere.