Due complicatissimi interventi chirurgici di trapianto di entrambe le mani all’Amrita Hospital di Kochi

Uno dei due interventi, il trapianto all’altezza della spalla di un braccio completo, è il terzo al mondo e il primo in Asia con esito di successo.

Kochi, Kerala

Due uomini provenienti da Paesi diversi si sono sottoposti con successo al trapianto di entrambe le mani all’ Amrita Hospital di Kochi. Amaresh, 25 anni, viene dal Karnataka e Yousif Hasan Saeed Al Zuwaini, 29 anni, viene dall’Iraq.  

Entrambi persero le mani a causa di incidente con l’elettricità e hanno ricevuto gli organi da donatori vittime della strada in Kerala. Sebbene Amaresh e Yousif provengano da background diversi, hanno molte cose in comune, tra cui l’aver ricevuto una seconda possibilità nella vita ricevuto grazie a un atto di gentilezza di sconosciuti.  

L’intervento chirurgico di Amaresh prevedeva il trapianto, raramente eseguito, dell’intero arto a partire dalla spalla, diventando il terzo al mondo ed il primo in Asia. Era un giovane operaio dipendente della Gulbarga Electricity Supply Company (GESCOM) a Yadgir, in Karnataka. Nel settembre 2017, mentre riparava un cavo elettrico attivo subì un grave incidente.  

Le sue mani subirono numerose ustioni e fratture, e venne di corsa ricoverato in ospedale dove i medici dovettero amputargli entrambe le mani per salvargli la vita. La destra venne amputata all’altezza del gomito, mentre la sinistra era in condizioni peggiori e venne amputata all’altezza della spalla. 

Dopo aver penato diversi anni vivendo senza mani, Amaresh ha incontrato il team trapianti dell’Amrita Hospital di Kochi. Nel settembre 2018, è stato inserito fra i riceventi inseriti registro del network del Kerala per la donazione degli organi. In attesa di un donatore compatibile, pregava di ricevere un miracolo.  

Il bracco destro di Amaresh è stato trapiantato dalla spalla con un intervento rarissimo, il terzo al mondo e il primo in Asia.

Nel gennaio 2022, la famiglia di un uomo di 54 anni, coinvolto in un incidente stradale fatale, ha acconsentito prontamente alla donazione degli organi. Vinod, che lavorava in Medioriente, era in visita a casa nel distretto di Kollam in Kerala. A causa del tragico scontro della sua moto contro un bus, aveva riportato un trauma cranico grave. Era stato ricoverato al Government Medical College a Thiruvananthapuram, e nonostante gli sforzi dei dottori, non si era potuto rianimarlo e venne dichiarato cerebralmente morto il 4 gennaio.  

Amaresh venne ricoverato all’Amrita Hospital il 5 gennaio, non appena le mani di Vinod vennero dichiarate pronte per il trapianto. Il Dr. Subramania Iyer e il Dr. Mohit Sharma hanno guidato un team di 20 chirurghi e 10 anestesisti e hanno effettuato con successo il trapianto di entrambi gli organi con una maratona chirurgica durata 18 ore.  

“SI trattava un intervento molto complesso. Più l’amputazione è profonda, più è difficile il trapianto. Vi sono problematiche tecniche complesse nel trapianto a livello della spalla, specie nel fissaggio della parte superiore dell’arto donato alla spalla del ricevente”, racconta il dr. Iyer, primario del reparto di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’ Amrita Hospital di Kochi. 

“L’operazione di Amaresh è stata un successo. Abbiamo avuto problemi con la trasfusione di sangue nella parte superiore dell’arto donato, che potevamo attaccare solo seguendo due procedure consecutive. Infine, il paziente è stato dimesso dopo tre settimane dall’intervento”. 

Amaresh racconta: “Quando persi le mani ero così giovane e non riuscivo ad accettare la nuova realtà. È stata una perdita devastante per me, da cui era impossibile riprendermi, la mia vita, come la conoscevo prima, era finita. Invece ricevere due mani nuove mi sembra un sogno. Dio ha infine risposto alle mie preghiere. Non vedo l’ora di sentire di nuovo le mie mani e di riuscire a muovere le dita”.

Amaresh ha ringraziato i dottori dell’Amrita Hospital per avergli dato una nuova vita come anche il sig. T. Shreenivasa Yadgiri, vice segretario della GESCOM e il tesoriere del KPTCL Employees’ Union 659 per il suo costante supporto. L’operazione di Amaresh è stata co-sovvenzionata dalla GESCOM, grazie alla divisione di Yadgir e dalla KPTCL Employees’ Union. 

La storia di Yousif Hasan, un costruttore edile che lavorava a Baghdad, è ugualmente toccante. Padre di due figlie, nell’aprile 2019 ebbe un incidente mentre trapanava un muro. Il trapano inaspettatamente entrò in contatto con un cavo ad alto voltaggio nascosto nel muro, fulminandolo all’istante.  

Venne ricoverato in ospedale ove i dottori gli amputarono entrambi le mani all’altezza del polso per salvargli la vita. Questo incise drammaticamente sulla vita di Yousif, l’unico a portare un sostegno economico in famiglia. Sei mesi dopo l’incidente arrivò all’Amrita Hospital in Kochi per chiedere maggiori informazioni sui trapianti.  

Yousif Hasan (al centro) aveva viaggiato dall’Iraq a Kochi per vedere se era possibile effettuare il trapianto delle mani in quanto l’Amrita Hospital è uno dei pochi ospedali in Asia che effettua tali operazioni.

“Ho sentito molto parlare dell’Amrita Hospital dai medici in Iraq come di uno dei pochi ospedali in Asia che effettua trapianti. Era l’unico filo di speranza a cui attaccarmi per riavere una vita”, racconta Yousif. A luglio 2021, è stato registrato nella lista KNOS come ricevente. A febbraio 2022 arrivò la notizia che aspettava.  

Ambily, una donna di 39 anni di Alappuzha, Kerala, venne coinvolta in un incidente nel traffico. Venne ricoverata all’Amrita Hospital di Kochi dove fu dichiarata cerebralmente morta. La famiglia accettò subito di donare gli organi e il 2 febbraio 2022, le mani di Ambily vennero trapiantate con successo a Yousif con un intervento di 16 ore, anch’esso diretto dai dr. Iyer e dr. Sharma. 

“Entrambi le mani sono state attaccate all’altezza dell’avambraccio. La connessione di alcuni vasi sanguigni è risultata difficile. Ma siamo riusciti utilizzando dei bypass. Il paziente è stato dimesso tre settimane dopo l’intervento ed oggi sta bene”, spiega il dr. Iyer. 

“Per me è una nuova vita e non vedo l’ora di riprendere a vivere normalmente. È stato devastante perdere entrambe le mani prima del mio 30mo compleanno. Ora ho la speranza di riuscire a riprendere a lavorare e mantenere la mia famiglia di nuovo. Ringrazio i dottori dell’Amrita Hospital dal profondo del mio cuore”, dice Yousif. 

Il dr. Sharma, chirurgo del reparto di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Amrita Hospital di Kochi, aggiunge: “Entrambi i pazienti hanno bisogno di immunosoppressori per il resto della vita per evitare il rigetto degli arti trapiantati. I nervi impiegheranno tempo per ricrescere e riprendere a funzionare. Inoltre, avranno bisogno di un intenso programma di fisioterapia di almeno un anno, incluso stretching muscolare, prima che lentamente riprendano l’uso degli arti trapiantati.  

“Amaresh presenta un ustione grave che ha gravemente danneggiato nervi e tessuti e la sua degenza sarà più lunga, la ripresa della funzionalità potrà esser valutata tra 2 o 3 anni”. 

Il  Dr. Jimmy Mathew e il Dr. Janarthanan R.  chirurghi del team dei dottori Iyer e Sharma del reparto di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Amrita Hospital di Kochi, sono i pionieri del trapianto delle mani in India, avendo effettuato un intervento di trapianto di entrambe le mani all’altezza del polso 2015. Nel 2016, hanno effettuato il primo intervento chirurgico in India di trapianto di entrambe le mani a livello del gomito e nel 2017, il primo trapianto in Asia dell’arto superiore e di entrambe le mani. Ad oggi 11 pazienti hanno ricevuto trapianti di mani ad Amrita.