Ciclone nel Bengala occidentale

25 Maggio / 7 giugno 2009 – Bengala Occidentale, India

Il 25 maggio 2009 il ciclone Aila ha colpito il Bengala occidentale e il Bangladesh. Quando ha perduto la sua intensità, il giorno seguente, 330 persone erano morte, oltre 8000 risultavano disperse e un milione erano rimaste senza casa. I danni stimati, in India e Bangladesh, superavano i 28 milioni di euro.

 


I volontari del Mata Amritanandamayi Math (MAM) hanno immediatamente attivato i soccorsi e medici dell’Amrita Institute of Medical Science (AIMS) di Kochi, Kerala, sono giunti in aereo a Calcutta il 29 maggio. Un campo medico è stato allestito il 30 maggio nel villaggio di Maipith Naginabad, nel Bengala occidentale.

“Il ciclone ha demolito l’intero villaggio” ha detto Brahmachari Sadashiva, il monaco responsabile delle opere di soccorso. “Perfino le strade erano distrutte. Abbiamo dovuto scaricare dai camion le nostre forniture e spostarle su piccoli carrelli. In alcuni punti è stato persino necessario trasportarle a spalla per poter raggiungere la scuola del villaggio. Infatti, a Maipith Naginabad, la scuola era l’unico edificio ancora in piedi”.

Un altro campo è stato approntato in un villaggio remoto chiamato Deulbari Debipur, situato nella giungla profonda di Sundarbans (nota per le tigri del Bengala ). “Deulbari era raggiungibile solo con la barca. Le strade erano state completamente  spazzate via e al loro posto c’erano solo profonde buche”, ha detto Sadashiva.

“A Deulbari, i medici hanno dovuto curare molte persone in stato di  da grave disidratazione”, ha aggiunto Sadashiva. “ E’ stato necessario appendere le bottiglie di sali minerali ai pilastri sulla veranda per curare tutti. Presto però, si sono stabilizzati e sono stati in grado di tornare alle loro case”.

I campi sono rimasti attivi per un totale di 10 giorni, e i medici hanno assistito approssimativamente 3.000 persone, distribuendo medicine gratuite per  un valore di 1500 euro circa. I volontari del MAM hanno donato 800 capi di vestiario e coperte, servito 6.000 pasti gratuiti e consegnato 2 tonnellate di riso.

“Non abbiamo mai ricevuto un aiuto simile prima”, ha detto Manik, 33 anni, di Maipith Naginabad. “I cicloni arrivano qui ogni tanto e durante queste calamità i soccorsi vengono per un giorno o due, ci danno qualcosa  e se ne vanno. Nessun gruppo è rimasto con noi così a lungo prima d’ora, cucinando per noi e nutrendoci con tanto amore”.

Quando il lavoro dei volontari si è concluso, il 7 giugno, due giovani del villaggio, Gautam e Prasad, hanno espresso il desiderio di lavorare, un giorno, come volontari delle attività umanitarie di Amma.

 

 

 

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