Il sapere è dentro di noi

MATA AMRITANANDAMAYI DEVI racconta a SHALINI SAKSENA perché le organizzazioni spirituali devono gestire scuole e università in modo da istruire le giovani generazioni

Qual è il collegamento tra spiritualità ed istruzione?

Si può parlare di “vera istruzione” solo quando essa stringe la mano al sapere spirituale, altrimenti si ridurrà a una mera raccolta di informazioni. Nel mondo di oggi chiunque può raccogliere informazioni: tutto è a disposizione di tutti in internet. Ma è un’istruzione che non è in grado di portare una trasformazione, perché si limita ad alimentare il corpo senza nutrire l’anima. Un’istruzione priva di valori spirituali serve solo a creare delle macchine grandi, piccole e di medie dimensioni; al contrario, la presenza di tali valori trasforma i giovani in forze di bontà, compassione e servizio dotate di elevata capacità ed intelligenza.

Qual è il suo obiettivo?
La mia vita è un dono per l’umanità, per i disagiati e per gli emarginati. Come un fiume che non fa alcuna distinzione, io mi metto a disposizione di chiunque e in qualsiasi luogo, dando amore e mettendomi al servizio di chiunque. Potrebbe pensare che questo sia il mio obiettivo, ma in realtà è solo la mia natura.

Qual è la ragione alla base delle scuole e dell’università da lei fondate?
Deve essercene una? Gli antichi guurukul indiani erano anche degli istituti formativi. I discepoli vi vivevano per 12 anni e oltre, impegnandosi nell’apprendimento delle scritture e nello svolgimento di lavori fisici, che includevano attività assistenziali. Questa è tradizione. Inoltre, viviamo in un tempo in cui il nostro sistema educativo necessita disperatamente di mettere un maggiore accento sull’insegnamento di valori spirituali universali quali altruismo, empatia, vero amore, compassione e via dicendo ai nostri giovani. Quale pensa sia la causa dei crescenti problemi e dell’irrequietezza delle nostre giovani generazioni? Perché vediamo in loro così tanto egocentrismo, così tanta carenza di rispetto, amore e interesse per i loro simili, persino per i loro stessi genitori, fratelli e sorelle? È di certo per la mancanza di questi valori. Fintantoché ciò produca anche eccellenza in ciò che comunemente chiamiamo “istruzione”, che male c’è se un’organizzazione spirituale gestisce scuole e università? Abbiamo bisogno di centri che diffondano attivamente questi valori spirituali universali. Nel nostro paese sono pochissimi gli istituti di questo tipo.

Come riesce ad avere un’opinione e un’idea su tutto?
L’intero universo, con tutto il suo sapere, è dentro di noi. Una volta realizzato che siamo noi la fonte di tutta la conoscenza, anche senza un computer tra le mani, tutto diviene “a portata di clic”, per così dire.

Lei ha viaggiato in tutto il mondo. Le persone variano a seconda dei paesi?

Esistono delle differenze culturali. Per esempio, in India si guida a destra, mentre in altri paesi occidentali si guida a sinistra. Abbracciarsi e baciarsi in pubblico sono modi del tutto naturali di esprimere affetto in occidente, mentre questo non fa parte della cultura indiana. Una cosa, però, è la stessa ovunque: l’aumento preoccupante di problemi fisici, emotivi e intellettuali, che aumenta a sua volta la sete di amore e di pace insita nelle persone. Tutti, indipendentemente dal luogo, cercano amore e pace. Non importa dove si assaggia del miele, sia ciò in un paese asiatico, negli Stati Uniti, in Europa, in Africa o in Australia: sarà sempre dolce, giusto? Allo stesso modo, amore e pace sono identici per tutti. Sono universali.