Chirurgia oftalmica in Africa

Zambia, Kenya e Burkina Faso, giugno 2018

“Pensavo che non avrei più visto le meraviglie di questo mondo,” ha detto uno dei pazienti dopo un intervento di  cataratta perfettamente riuscito in Burkina Faso.
Ancora una volta, i medici provenienti dalla Spagna si sono uniti a quelli locali africani  per  offrire operazioni chirurgiche agli occhi alle persone indigenti. I dottori hanno operato 518 pazienti di cui 216 in Zambia, 232 in Kenya e 70 in Burkina Faso.
In Zambia, questo è stato il primo intervento del gruppo di oftalmici e pertanto, è stata una sfida. Era stato programmato da oltre 10 giorni e la collocazione sarebbe stata il Minga Hospital in Petauke, una città a 400 chilometri a est della capitale Lusaka. Non vi erano sale operatorie, così ne è stata  improvvisata una  in una delle stanze dell’ospedale.
I pazienti erano stati selezionati da tre infermiere oftalmiche che si sono spinte fino a 100 chilometri a est e a ovest dell’ospedale per trovarli. Alle persone venivano assicurati l’operazione gratuita, la degenza in ospedale e i trasferimenti.
“Un paziente in carrozzina ci ha applaudito per ringraziarci,” ha raccontato la dottoressa Isabel. “Era molto felice di vedere molto meglio di prima. Sebbene non parlassimo la stessa lingua, il linguaggio del cuore non conosce barriere”.
I pazienti erano perlopiù adulti, ma sono stati operati anche un bambino di 10 anni e uno di 13, ed entrambi gli interventi hanno avuto successo.
Anche secondo gli standard dell’Africa dell’Ovest il Burkina Faso viene considerato paese molto povero. Èun Paese senza sbocchi sul mare e ha sofferto di carestie e golpe militari.
“Fra i posti in cui operiamo questo è quello più bisognoso di aiuto,” ha spiegato la dottoressa  Isabel. “Mi tornano sempre in mente i volti di queste persone cieche e così accettiamo di correre i rischi”.
L’infermeria è stata realizzata  nella capitale Ouagadougou. Anche persone della missione cattolica hanno richiesto aiuto in quanto avevano pazienti affetti da cataratta in grave stato di bisogno. La maggior parte era già cieca con il massimo della vista al 10 per cento.
“Sono molto grata di aver avuto l’opportunità di servire direttamente persone così bisognose, e felice di esser riuscita a lavorare tutti i giorni senza grandi complicazioni” ha dichiarato  la dottoressa  Isabel a capo del team di chirurghi.

 

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