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23 Mag

Visita dell’azienda biologica di erbe aromatiche a Tregole (SI)

30 Aprile e 1 Maggio 2011


Due giornate dedicate alla valorizzazione e al riconoscimento delle piante spontanee per imparare come coltivare le spezie

 

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Saremo in un antico podere nel Chianti tra boschi di quercia e castagni.

I campi, abbandonati per cinquant’anni, dal 1984 vengono curati senza disturbare la vegetazione spontanea e senza usare attrezzature pesanti, lavorando soprattutto manualmente.

E’ così cresciuto un “parco-conservatorio botanico” di 7 ettari di cui 1 ettaro è destinato alla coltivazione di piante aromatiche da cucina e sugli altri 6 vengono raccolte le piante spontanee (ginepro, nepitella, elicriso, rosa canina, etc.).

Una parte è lasciata a bosco, ove troviamo piante autoctone e vecchi frutti, come nespolo, corniolo, sorbo…

La fertilità del terreno è mantenuta dal letame degli asini allevati liberi nei campi.

 

Tutte le aromatiche vengono raccolte da fine aprile ad ottobre, seguendo i tempi delle diverse fioriture. Sono poi essiccate per produrre spezie da vendere nei mercati dei piccoli agricoltori biologici (la Fierucola ed il Pagliaio).

IL RESOCONTO

 

Il mese di maggio si apre con un’iniziativa all’insegna della natura grazie all’impegno del gruppo Greenfriends. L’azienda biologica di erbe aromatiche di Tregole (Siena) ha dedicato due giornate alla valorizzazione e al riconoscimento delle piante spontanee per imparare come coltivare le spezie. I partecipanti hanno avuto la possibilità di vivere immersi completamente nella natura, tra i boschi delle colline del Chianti.
Un luogo in cui predominano i profumi delle varie erbe aromatiche come la menta, la santoreggia, il timo e la salvia, dove un gruppo di asini vive liberamente e dove si può fare un’esperienza concreta di vita organizzata in base a ciò che viene offerto dalla natura, servendosi solo dell’indispensabile.

 

gfs-azbio2011-2L’incontro comincia sabato con un pranzo sul prato dell’azienda, degustando, tra gli altri cibi (tutti rigorosamente biologici), le erbe del campo appena colte. Quella che poteva sembrare una semplice insalata, si è rivelato un pregiatissimo piatto, molto gustoso e nutriente. Il pomeriggio prosegue con la visita dei vari campi di spezie, con la pulizia di un terreno a terrazza destinato ad una futura coltivazione e alla semina dei girasoli, il tutto in compagnia degli asinelli che ci seguono ovunque.

Al calare del sole, dopo la recita della preghiera per la pace, “Lokah Samastah Sukhino Bhavantu” (Che tutti gli esseri nell’universo siano felici), ceniamo insieme nell’essiccatoio di legno. Ci prepariamo presto per la notte, sistemandoci nelle tende che troviamo già predisposte e negli spazi delle piccole costruzioni di legno.

La mattina inizia con l’operazione timo. Il timo oltre ad essere una pianta aromatica, ha importanti proprietà digestive e depurative. Ci rechiamo in un nuovo terreno e raccogliamo questa profumatissima spezia in fiore, dai piccoli petali di colore rosa. Al ritorno poniamo le foglie e i fiori nei cassettoni di rete posti nell’essiccatoio. Dovrà passare un mese, forse due, affinché il timo possa essere utilizzato. Alcuni, in attesa del pranzo, si dedicano alla raccolta e alla lavorazione dei fiori di biancospino: si tratta di separare i fiori dalle foglie. Il biancospino è la pianta del cuore per eccellenza ed è molto efficace per gli stati di ansia. La domenica pomeriggio segna la conclusione dell’incontro. Terminiamo con i canti sul prato e ce ne andiamo arricchiti di un’esperienza rara e preziosa. Infatti, questa è stata un’occasione di profondo contatto con la terra, dove i nostri sensi hanno potuto percepire la purezza dei colori, degli odori e dei suoni della natura; una dimensione che, consapevolmente o meno, il nostro essere rincorre e desidera ardentemente. Avere la possibilità di riscoprire tutto questo è una grande fortuna.

Le condizioni di semplicità ed essenzialità di questa piccola azienda ci hanno offerto un importante esempio di come sia possibile vivere con meno oggetti, e poter riciclare ciò che di solito pensiamo di dover gettare e ricomprare: vecchie bigonce di legno diventano vasi per le spezie; le camere d’aria in disuso costituiscono le fondamenta di una costruzione di paglia; alcuni bancali si trasformano in utilissimi cancelletti per le recinzioni. gfs-azbio2011-3In questo posto regna l’armonia tra l’azione dell’uomo e la presenza della natura.

 

Le coltivazioni sono state adattate a ciò che questa terra spontaneamente offre, senza forzature, nel rispetto del clima e della composizione del terreno, così come dei tempi di fioritura.
Questo profondo rispetto e amore per la terra ci è arrivato dritto al cuore, ed è per questo che un grande ringraziamento va a Duccio per averci ospitato e fatto conoscere il suo mondo, e a Valentina per aver organizzato l’iniziativa che speriamo di ripetere molto presto.