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20 Mar

Shakti calendario

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Il tempo è una delle dimensioni attraverso la quale la creazione si manifesta: è quindi molto importante saper cogliere il giusto momento!
Shakti calendario è uno strumento che ci aiuta ad integrare il ritmo delle nostre azione con il ciclo naturale.
Ci hanno ispirato due antichissimi simboli che nascondono conoscenze profonde.
Nella tradizione mediterranea il serpente che si mangia la coda rappresenta la ciclicità del tempo.
Shakti, il serpente addormentato, nella cultura induista di Amma identifica l’energia creatrice, cioè la vita stessa, l’atto creativo che la precede, l’espressione femminile del Divino.

 

dal greco: “In ciò tutto”

 

 

 

Ogni giorno il Sole apparentemente si muove nel cielo: sorge a oriente, raggiunge il sud e la sua massima altezza a mezzodì poi tramonta a occidente.

Durante l’anno a certe latitudini sufficientemente lontane dall’equatore (come in Italia), i punti di levata e di tramonto del Sole si spostano sulla linea dell’orizzonte oscillando tra due estremi. La principale conseguenza di questo fenomeno è l’alternarsi delle stagioni.

Equinozi e Solstizi sono i giorni di passaggio tra le stagioni e, oltre ad avere un preciso significato astronomico, sono da sempre conosciuti, celebrati e utilizzati per orientarsi nello spazio e nel tempo: veri e propri cardini dello scorrere ciclico dell’anno.

 

Come si riconoscono solstizi ed equinozi?

Nel giorno del Solstizio d’Inverno, intorno al 21 Dicembre, il Sole sorge a Sud-Est e tramonta a Sud-Ovest, la sua corsa nel cielo è la più bassa e la più breve dell’anno. Infatti si dice “il dì più corto dell’anno”.
Nel ciclo del tempo il Solstizio d’Inverno è il momento dell’anno in cui i raggi del Sole giungono a noi con minore incidenza quindi riscaldano e illuminano poco: è la notte più lunga dell’anno e l’oscurità prevale sulla luce.
La Natura è sospesa, in attesa della rinascita del Nuovo Sole!

In tutte le culture più remote questo periodo dell’anno veniva accolto con grandi fuochi che illuminavano le tenebre.
Dato il grande fervore con cui veniva celebrata questa festività, la nascita del Cristo venne fatta coincidere contando sulla identificazione tra la luce Solare e la luce Divina!

 

Nel giorno del Solstizio d’Estate, intorno al 21 Giugno, il dì più lungo dell’anno,

il Sole sorge a Nord-Est e tramonta a Nord-Ovest, la sua corsa nel cielo è la più alta e la più lunga.

 

Nei giorni dei due Equinozi di Primavera, intorno al 21 Marzo, e d’Autunno, intorno al 21 Settembre,

il Sole sorge esattamente a Est e tramonta esattamente a Ovest,

la sua corsa nel cielo corrisponde all’Equatore Celeste e la notte e il dì hanno la stessa identica durata.

 

Nelle tradizioni

Ognuno di questi è un giorno speciale per i popoli che vivono nelle zone temperate e circumpolari lontani da equatore e tropici.

Molte feste si sono conservate fino a oggi: Natale, Pasqua, Corpus Domini, Ognissanti sono la trasposizione Cristiana di antichissimi riti.

Oltre alla riconferma delle date troviamo in queste festività le antiche tradizioni della cultura contadina.

Lo spirito degli antichi celebrava in questi giorni la Natura fertile e benevola ricca di doni, capace di rinascere dopo la morte, di cui avere fiducia e da ringraziare.

“In passato c’era un tempo prestabilito per ogni cosa. Si coltivava in un certo mese o stagione, ed un mese particolare era fissato per il raccolto. In quei tempi non c’erano pozzi artificiali. I contadini dipendevano solo dall’acqua e dal sole che la Natura benignamente concedeva. L’uomo viveva in armonia con la Natura e non provava mai a sfidarla. Essa perciò gli era sempre di aiuto e amica. La gente aveva completa fiducia che sarebbe piovuto se si fosse seminato in un particolare tempo del mese…. L’uomo e la Natura sono interdipendenti…. Quando l’uomo sfrutta la Natura, il suo ritmo è perduto. Siamo giustificati se prendiamo dalla terra ciò di cui abbiamo bisogno ma è nostra responsabilità garantire che il ritmo e l’armonia della Natura non vadano persi!” – (Amma)