08 Feb

Principi di funzionamento di EM

 

I microrganismi controllano e determinano quale corso seguirà la natura, quello della rigenerazione (uno stato di vita, salute e vitalità) o quello della degenerazione (uno stato di degrado decadenza, malattia, inquinamento e ossidazione).

 

Nel 1982, il Dr. Teruo Higa, professore della facoltà di Agricoltura presso l’Università di Ryukyus a Okinawa, Giappone, presentò al mondo una conquista nel campo della microbiologia. Le scoperte del Dr. Higa, dimostrarono il potere degli EM di influenzare una delle due tendenze sopraccitate, la rigenerazione, in modo che possa prevalere in un particolare ambiente.

EM è un miscuglio di svariati microrganismi.

Costituito in gran parte da lactobacilli, da microbi responsabili per la fotosintesi, da lieviti e miceti fermentanti, questo singolare insieme simbiotico, presente per altro in natura e privo di qualsiasi manipolazione a livello genetico viene impiegato per irrobustire e indirizzare positivamente l’ambiente microbico già esistente, per avviare un processo di rigenerazione e di profilassi contro fenomeni degenerativi o patologici.

Il principio attivo consiste nell’influenza diretta sulla microfauna preesistente, per creare un ambiente ricostituente e rigenerante, al seguito del quale potranno avvenire i vari processi e cambiamenti positivi.

L’applicazione di EM migliora la qualità e la vigorosità di ogni sistema biologico.
Questi microrganismi sono del tutto innocui per qualsiasi organismo e per l’ambiente, vengono impiegati anche nella produzione alimentare e sono presenti in tutto il mondo, ognuno nel suo ambiente naturale. Per produrre il miscuglio madre più consono a ciascun ambiente, i microrganismi vengono raccolti nel luogo al quale poi sono destinati.

Come funziona EM?
Per capire l’azione e gli effetti sbalorditivi di EM, bisogna prendere in considerazione due principi fondamentali del funzionamento dei microrganismi, che il prof. Higa scoprì durante le sue ricerche già nel 1981.
Il primo riguarda la decomposizione e la putrefazione, l’altro è il principio della dominanza.

  1. La scoperta di una differenza sostanziale tra i due processi tramite i quali la natura scompone le sostanze organiche per renderle poi assimilabili da nuovi organismi, cioè il marcire e il decomporsi.

    • Il materiale organico che marcisce libera l’azoto e lo immette, sviluppando calore, solitamente sotto forma di ammoniaca nell’atmosfera. In seguito a questo processo, il materiale residuo (liquame, letame, compost ecc.) risulta impoverito di una parte della sua energia iniziale.

    • Il materiale che si decompone, al contrario, capta l’azoto con l’aiuto dei corrispettivi microrganismi e lo ingloba. Alla fine di questo processo troviamo un materiale organico arricchito di energie e più digeribile, più assimilabile e utilizzabile dai processi vitali susseguenti. Un’altra conseguenza della decomposizione è lo sviluppo di antiossidanti. Inoltre il materiale in decomposizione non emana esalazioni.

  2. La scoperta del principio della dominanza è il punto focale per la spiegazione dell’efficacia di EM. Oggi conosciamo tre gruppi di microrganismi. Due di loro sono i cosiddetti “microrganismi capo” ovvero gli organismi del marciume e gli organismi della decomposizione. Il terzo gruppo è costituito dai microrganismi “operai”. Questo gruppo molto numeroso di microrganismi “indifferenti” lavora al servizio di quei microrganismi capo che hanno la maggioranza numerica. In caso di dominanza dei microrganismi addetti alla decomposizione, anche gli infiniti microrganismi operai agiscono in direzione della decomposizione con gli effetti salutari che questa sinergia esplica sulla qualità e sulla conservazione del raccolto.
    Se invece la maggioranza è rappresentata dai microrganismi del marciume, si dovrà rinunciare a qualsiasi effetto positivo, facendo inoltre i conti con gli inevitabili odori fastidiosi.

EM, il genio biochimico
Gli assi nella manica di EM sono la capacità di sopprimere i germi patogeni e di trasformare sostanze ostili alla vita in sostanze amiche insieme al potere di decomporre il materiale organico e di inibire il marciume e le esalazioni maleodoranti, tenendo lontani in questo modo anche parassiti e patologie. Alla base di questi effetti stanno i cinque ceppi principali di EM, che si sostengono a vicenda, nutrendosi l’un l’altro con i prodotti di scarto del proprio metabolismo e ognuno approfittando della simbiosi così mantenuta in vita: batteri da fotosintesi, attinomiceti, batteri acido lattici, lieviti, Miceti attivati da fermentazione.

Antiossidazione e “sintropia”
Va sottolineata una proprietà particolare di EM: Si tratta del suo potere antiossidante, dovuto alla quantità di antiossidanti che vengono prodotti dai diversi cicli metabolici in corso tra i vari microrganismi. Bisogna fare anche cenno alla funzione rigenerante in generale dei microrganismi che coinvolge ogni materia, compresa quella inorganica e sarebbe dovuta secondo il prof. Higa, a delle onde di gravitazione emesse da certi microbi. Queste onde sarebbero degli antagonisti dell’ entropia, cioè della tendenza universale al caos ed alla disgregazione e mostrerebbero dunque un effetto conservante, appunto “sintropico” su qualsiasi materia. L’argilla ovvero la ceramica sono in grado non solo di captare e conservare queste onde, ma anche di farle agire per un tempo illimitato.

Ossidazione = degenerazione
Molti processi degenerativi come la formazione di ruggine, esaurimento dei materiali, invecchiamento ecc. sono dovuti all’ossidazione ovvero a reazioni chimiche con l’ossigeno soprattutto sotto forma di radicali liberi. Questi ultimi sono necessari per il funzionamento di un organismo entro certi limiti, ma la quantità in cui noi li produciamo tramite l’impiego di sostanze chimiche in agricoltura e con i nostri processi di combustione risulta assolutamente dannosa e costituisce la causa di molte malattie, dell’invecchiamento precoce e di molti altri processi degenerativi.

Sinergia fra diversi ceppi
Per alcuni microbi EM le sostanze per noi tossiche come l’ammoniaca, l’idrogeno solforato ed altre costituiscono un cibo prelibato, per così dire, poiché queste sostanze corrispondono esattamente all’ambiente primordiale della terra – ostile a qualsiasi forma di vita e paradiso per i microbi anaerobi. Con i prodotti di scarto del loro metabolismo, cioè con i loro “rifiuti” biologici e le loro secrezioni, i microbi anaerobi hanno lentamente costruito e costituito l’atmosfera e la vita odierna sulla terra, limitando contemporaneamente con ciò il loro stesso spazio vitale (facendo esattamente ciò che pare stia facendo l’uomo moderno). Oggi questi microbi si sono ritirati negli ambienti adiacenti ai vulcani, nelle fumarole e negli abissi degli oceani, ove tuttora trovano condizioni favorevoli alla loro vita. La loro preferenza per condizioni estreme ed avverse spiega anche la loro resistenza nei confronti di temperature altissime, com’è dimostrato dalla loro permanenza nella ceramica EM-X anche a cottura avvenuta.

La loro facoltà di decomporre le sostanze chimiche tossiche in composti semplici e innocui come vitamine o aminoacidi fa parte del loro metabolismo naturale, allo steso modo in cui noi digeriamo le sostanze organiche secernendo poi i residui come l’ammoniaca e il metano.