È possibile far coesistere la medicina allopatica e quella ayurvedica?

Amritapuri,  8 agosto 2017

Il 6 e 7 agosto scorsi, l’ospedale AIMS di Kochi ha ospitato l’Amrita Samyogam, una conferenza internazionale sulla medicina integrata. Si è trattato della più grande conferenza sul tema che sia mai stata tenuta in India, con partecipanti giunti da ogni parte del mondo per discutere di come i medici e i ricercatori operanti negli ambiti della medicina moderna e dell’ayurveda debbano lavorare assieme. Stamattina i medici sono giunti in visita ad Amritapuri e hanno trascorso circa due ore con Amma discutendo di medicina integrata.
Amma ha esordito dicendo che lei non sostiene esclusivamente né l’ayurveda né l’allopatia, ma solo ciò che è meglio per il paziente.
Daniel Furst, noto medico americano, ha evidenziato come molti medici ayurvedici non intendano provare la validità dei loro trattamenti, e ha quindi chiesto cosa è possibile fare al riguardo. Amma ha risposto dicendo che le medicine antiche erano basate su una combinazione di vari ingredienti, spesso mischiati a degli olii, ed erano frutto della visione interiore degli antichi saggi, per cui sono preparati molto difficili da studiare, motivo per il quale agli operatori dell’ayurveda non interessa studiare il funzionamento di tali preparati da un punto di vista scientifico. Tuttavia Amma ha anche fortemente incoraggiato ulteriori ricerche nel campo dell’ayurveda allo scopo di avvicinare le due comunità mediche, suggerendo di svolgere degli studi comparativi nei quali i pazienti vengano trattati con l’ayurveda e con la medicina allopatica, consigliando anche di iniziare da singoli ingredienti che siano più semplici da studiare.

Amma ha proseguito spiegando perché, nell’antichità, l’ayurveda riscuoteva tanto successo. Le medicine moderne, che spesso sono basate semplicemente su delle sostanze chimiche, magari danno un beneficio nell’immediato, ma distruggono molte cellule e quindi possono avere molti effetti collaterali. Invece l’ayurveda si basa su delle erbe naturali che non producono effetti collaterali, pur essendo spesso molto efficaci. Quindi dobbiamo convincerci del fatto che la medicina moderna in alcuni casi è necessaria, ma in molte altre situazioni l’ayurveda funziona meglio. Amma ha fatto l’esempio del modo in cui si curava la febbre nell’antichità, inalando del vapore e assumendo del tulasi (basilico indiano), si inizia a sudare e così la febbre si abbassa. Oggi invece prendiamo subito gli antibiotici, che però uccidono molte cellule sane e producono effetti collaterali; tuttavia, se la febbre è molto alta, gli antibiotici diventano necessari. Quindi dobbiamo capire quale medicina usare in ogni situazione, invece di assumerle in modo indiscriminato.

Un medico indiano di Pune, parlando ad Amma di un suo conflitto interiore, le ha posto la seguente domanda: i dottori devono essere compassionevoli, ma alcuni dicono che debbano essere distaccati; come si possono conciliare le due cose? Amma ha risposto dicendo che questo conflitto sorge perché vediamo gli altri come diversi da noi, mentre se vediamo l’unità, non c’è alcun conflitto perché la compassione e il distacco non appariranno più come diversi. Quando una mano ci duole, l‘altra spontaneamente la consola, pur non essendo attaccata ad essa. Questo succede perché entrambe le mani fanno parte della stessa persona.
Un medico italiano ha espresso la sua preoccupazione per il fatto che molti giovani soffrano di depressione e commettano il suicidio, chiedendo se l’ayurveda possa aiutarli. Amma ha spiegato che il problema è che a questi ragazzi non sono mai stati insegnati dei sani principi quando erano piccoli, né tantomeno hanno intorno a sé un ambiente affettuoso che gli consenta di aprire il loro cuore. Di conseguenza, diventano schiavi delle droghe e dell’alcol. Quando il problema raggiunge questa portata, è difficile fare qualcosa se non provare qualche medicina. Amma ha poi sottolineato quanto sia importante che i genitori mostrino amore verso i proprio figli e gli infondano dei buoni principi fin dalla più tenera età, così da evitare simili tragedie.
Dopo l’incontro, un medico indiano di Lucknow ha affermato che questo è stato il miglior dibattito scientifico dell’intera conferenza!
Al termine dell’incontro, Amma ha benedetto tutti i partecipanti distribuendo loro del prasad. I medici erano così contenti da affermare che le parole non potevano descrivere ciò che hanno provato in presenza di Amma.

Kali Charan