Opere di soccorso del MAM dopo l’alluvione in Bihar

20 aprile 2009

Il 18 agosto 2008, in Nepal, il fiume Kosi straripò da un argine artificiale. L’alluvione fu di grande portata e allagò metà del vicino stato del Bihar. Il primo ministro dichiarò lo stato di calamità nazionale.

 

Secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità furono colpiti oltre 3 milioni di persone in ben 1850 villaggi, e un milione rimase senza casa. I raccolti furono devastati e non c’era acqua potabile. Nelle aree più colpite, sopra il livello dell’acqua si potevano vedere solo le cime degli alberi.

Il 10 settembre 2008, il MAM diede il via a un programma di aiuto del valore di 20 crore di rupie ($ 465,000 dollari). L’ospedale AIMS inviò dei team di specialisti e paramedici che curarono oltre 400 pazienti al giorno, talvolta oltre 500. I medici non si limitarono a curare ferite, problemi respiratori come la polmonite e altre malattie, ma assistettero anche la nascita di molti bambini.

Da Kochi, lontana circa 2.500 km, furono inviate via ferrovia due ambulanze con attrezzature all’avanguardia. Una di queste, l’Unità Mobile di Telemedicina dell’ospedale AIMS, dispone di raggi X , ECG, un laboratorio per le patologie, servizi cardiologici speciali e una connessione satellitare di telemedicina con l’ospedale AIMS.

 

A Supaul, un ospedale temporaneo fu mantenuto attivo per un mese. Il team medico rimase in Bihar per più di 2 mesi, curando 50.000 pazienti in 100 campi medici. Vennero fornite medicine per un valore di 30 lakh di rupie ($70,000), oltre a cibo, vestiario e altri beni di prima necessità.

 

I discepoli monastici guidarono i team medici. Il primo campo base fu realizzato a Purnia. Tre alloggi temporanei per i senza tetto furono rapidamente allestiti a Bhavanipur. Un secondo campo con quattro alloggi fu costruito a Laharniya, nel distretto di Supaul. Gli alloggi furono completati il 16 settembre a Purnia e l’11 ottobre a Supaul. In totale, negli alloggi del MAM sono state ospitate 1.500 vittime dell’alluvione. Inoltre furono costruiti cucine e servizi igienici .

A un certo punto, poiché i materiali per la costruzione ritardavano, i brahmachari e i volontari del MAM andarono personalmente in una vicina foresta di bambù e abbatterono, caricarono e trasportarono i pali di bambù. Nel vedere tanta dedizione, un giornalista scrisse sulle pagine del suo quotidiano: “Non dipendono dalle attrezzature rese disponibili per loro ma svolgono il lavoro col potere della mera volontà”.

 

Il Ministro del Lavoro del Bihar, Avdesh Narain Singh, espresse la sua gratitudine al MAM, dicendo: “I volontari del MAM stanno lavorando giorno e notte per servire le vittime dell’alluvione. In verità, mi chiedo perfino se dormano la notte! Siamo molto grati al MAM che ha risposto al nostro appello ed è corso in nostro aiuto in questo momento di bisogno”.

 

Dopo tre mesi, il governo ha dato il via alla seconda fase del progetto di ricostruzione – il censimento delle perdite sofferte dai diversi agricoltori, così che il rimborso possa essere garantito per diverse categorie. L’acqua si è ritirata in molte località, la maggioranza delle persone è tornata a vivere nei villaggi e ora è impregnata nel ricostruire la propria vita