25 Ago

L’AIMS celebra il 10° anniversario dell’Unità Trapianti di Fegato

29 luglio 2014
Kochi, Kerala (India del Sud)

Lo scorso 29 luglio l’ospedale Amrita ha celebrato il decimo anniversario dell’istituzione dell’Unità Trapianti di Fegato. Alla celebrazione hanno preso parte sia coloro che si sono sottoposti al trapianto di fegato che i loro donatori.

 

L’attore indiano Padmashree Mohanlal interviene alla celebrazione dell’anniversario

L’AIMS (Istituto Amrita di Scienze Mediche) è stato il primo ospedale a eseguire un trapianto di fegato in Kerala, nel 2004, e in questi 10 anni ne ha eseguiti complessivamente 325, di cui 85 solo nell’ultimo anno. Il paziente più piccolo a sottoporsi all’intervento è stato un neonato di appena cinque mesi. Dei pazienti operati all’AIMS, quasi il 90% sopravvive al trapianto di fegato e ricomincia a vivere una vita normale e in salute.

L’ospedale Amrita esegue il trapianto di fegato, che è l’unica possibile cura per chi soffre di insufficienza epatica terminale, anche sui pazienti che non possono affrontarne le spese: in 10 anni, l’AIMS ha speso 190 milioni di rupie, equivalenti a circa 2,3 milioni di euro, per eseguire trapianti di fegato su pazienti poveri. Emblematica è la storia del piccolo Shamin: suo padre Shyju è un lavoratore saltuario, per cui, quando fu chiaro che l’unica speranza che Shamin aveva di sopravvivere era di sottoporsi al trapianto di fegato, Shyju sapeva che non avrebbe mai potuto affrontarne le spese. Nonostante ciò, Shyju non si perse d’animo: andò da Amma e le chiese di aiutarlo. Lei si assicurò che il bambino ricevesse il trapianto di cui necessitava e così, adesso Shamin ha un fegato sano e una lunga vita davanti a sé.

Alla celebrazione dell’anniversario erano presenti anche l’on. V.S. Sivakumar, ministro della salute del Kerala, e l’attore indiano Padmashree Mohanlal. Nel suo intervento, Mohanlal, che ha fatto la promessa di donazione degli organi, ha auspicato che altre persone facciano la sua stessa scelta. Il ministro Sivakumar, invece, nel suo discorso ha evidenziato come la richiesta di organi per i trapianti sia attualmente molto superiore al numero di donatori, e ha quindi esortato coloro che hanno un familiare nella condizione di morte cerebrale a considerare l’ipotesi di donare i suoi organi, consentendo così ad altre persone di sopravvivere.