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Essere attaccati al distacco

Amritapuri, 13 gennaio 2017
Sessione di domande e risposte con Amma

 

Lo scorso 13 gennaio, Amma è giunta in spiaggia con i devoti per la meditazione. Il dolce brusio delle onde e la fresca brezza portavano pace nella mente dei presenti. Dopo aver trascorso un po’ di tempo in contemplazione, una persona ha alzato la mano e ha posto una domanda ad Amma:
“Amma, tu ci chiedi di vivere con amore e compassione, ma ci chiedi anche di praticare il distacco. Io non so come fare per praticare il distacco senza abbandonare anche l’amore. Come possiamo praticare il distacco e, allo stesso tempo, provare amore e compassione?”

 


La spiritualità è amare se stessi e accettare quel che accade
Amma ha risposto: “La spiritualità è amare se stessi e accettare quel che accade. Praticare il distacco significa avere un atteggiamento di accettazione, comprendendo la natura del mondo e delle persone. Dobbiamo riconoscere che lo zucchero è zucchero e il sale è sale, che una mucca è una mucca e un elefante è un elefante. Non dobbiamo pensare che la mucca sia un elefante o che l’elefante sia una mucca. Lo zucchero e il sale sembrano uguali, ma se nel chai (tè indiano) mettiamo il sale invece dello zucchero, restiamo disgustati. L’errore è nostro: abbiamo preso il sale per zucchero. Vedete gli altri per quello che è il loro livello e accettateli come sono.


“Per esempio, se una persona è nota per raccontare cose stravaganti e voi lo sapete, la ascoltate senza farvi coinvolgere da quello che dice, nonostante il fatto che qualcun altro, invece, potrebbe crederle pensando che stia dicendo la verità. Sapendo che quella persona tende ad esagerare, sapendo come è fatta, non vi fate coinvolgere come gli altri.


“A volte abbiamo grande considerazione di qualcuno, ma dopo averci trascorso del tempo assieme finiamo col cambiare idea. Altre volte invece, pensiamo che una persona sia inutile, ma dopo un po’ ci rendiamo conto di quanto sia preziosa. In entrambi i casi, abbiamo sopravvalutato o sottovalutato qualcuno senza alcun motivo, è stata solo una nostra creazione. È per questo che dobbiamo vedere ogni cosa per quella che è; dobbiamo comprendere la natura degli oggetti e delle persone e agire di conseguenza”.


Doniamo senza aspettarci nulla in cambio

“Le aspettative sono una nostra creazione, e così è il dolore. La spiritualità ci offre un approccio pratico alla vita. L’attaccamento corretto è il distacco, e il distacco corretto è attaccamento. Vedere gli altri come noi stessi, questo è il distacco”.


Per chiarire il punto, Amma ha raccontato una storia.
“Quando andavate a scuola, poteva esserci qualche vostro compagno che aveva bisogno di denaro per i libri, il cibo, il vestiario e le altre cose, e voi lo avete aiutato. Molti anni dopo, però, voi vi ritrovate in difficoltà economiche, mentre quel vostro amico ha un buon lavoro ed è ricco. Magari pensate di chiedere aiuto a lui, ricordandovi che lo avete aiutato in passato e convinti che adesso vi restituirà il favore, e invece, quando gliene parlate, scoprite che non vuole aiutarvi.


“Perciò, quando doniamo, non dovremmo aspettarci nulla in cambio. Se abbiamo delle aspettative, dovremmo imparare ad aspettarci sia il bene che il male. Quando piantiamo un seme, potrebbe germogliare, ma potrebbe anche non farlo, potrebbe crescere della frutta, ma potrebbe anche non crescere, tutto può succedere. Se investiamo del denaro, ci aspettiamo di guadagnare qualcosa, ma potremmo anche rimetterci, entrambe le cose sono possibili. Dovremmo coltivare un atteggiamento di accettazione di entrambe le possibilità. Questo è il distacco, ed è questo che vuol dire comprendere la natura del mondo: accettare entrambe le possibilità e andare avanti. Dobbiamo vivere senza dipendere da nulla. Siamo cresciuti sviluppando delle dipendenze fin dalla nostra infanzia, per cui non è facile cambiare questo atteggiamento. Il distacco è vero attaccamento”.


Amma ha poi approfondito questo punto.

 


Aspettative e distacco
“Il distacco è uno stato mentale in cui vediamo gli altri come noi stessi: quando vediamo gli altri come parte di noi, quello è il vero distacco. Quello stato mentale è ciò che viene chiamato distacco. Quel che abbiamo adesso sono solo aspettative. Amiamo la mucca per il suo latte, e appena smette di produrlo, la mandiamo al macello. Marito e moglie si sposano aspettandosi amore l’uno dall’altro; come due mendicanti, elemosinano non avendo nulla da offrire, e se non ricevono amore, si arrabbiano, litigano e divorziano. Noi elemosiniamo gli uni agli altri, ma l’amore che cerchiamo è dentro di noi. Ignari di questo, però, noi lo cerchiamo all’esterno”. Amma ha poi raccontato la storia di una donna che, avendo perso il suo anello di diamanti, iniziò a cercarlo per strada. Dopo un po’, alcuni passanti decisero di aiutarla, per cui le chiesero dove esattamente lo avesse perso. Lei rispose: “L’ho perso dentro casa.”, al che i passanti ribatterono: “Ma allora perché lo stai cercando qui fuori?”, la donna rispose: “Perché dentro casa non c’è luce. Qui sì”. Amma ha concluso dicendo: “Allo stesso modo, noi stiamo cercando la gioia e l’amore all’esterno”.


Il corretto attaccamento
“In un mondo mutevole, comprendendo la sua natura e restando centrati in noi stessi, dovremmo amare gli altri. Questo è il corretto attaccamento. Gli amici di oggi potrebbero essere i nemici di domani, e i nemici di oggi gli amici di domani, perché la nostra mente cambia di continuo. In questo mondo mutevole, esiste una sola cosa immutabile e sulla quale avvengono tutti i cambiamenti: il Sé, l’Atman. Dobbiamo risvegliarci a quello stato. Lo scopo della nascita umana è di realizzare il Sé, l’immutabile sostrato”.


Tutto è Uno
“Tutto è l’unico Atman. Anche se vediamo cento riflessi del sole in cento secchi d’acqua, in realtà il sole è uno soltanto. L’albero è Brahman, e anche il seme è Brahman, ma il seme non è ancora diventato albero. Un albero può offrire ombra, cibo e riparo, un albero è in grado di aiutare gli altri, un seme no. Noi dobbiamo crescere fino a raggiungere quello stato in cui possiamo aiutare gli altri. Sì, è vero, sia il seme che l’albero sono Brahman, ma solo l’albero ha sviluppato tutto il suo potenziale, offrendo quindi ombra, cibo, riparo, ecc., mentre il seme, pur essendo anch’esso Brahman, ha solo il potenziale di diventare un albero. Il potenziale è dentro di noi, ma non lo abbiamo realizzato”.

 


Compassione in azione
“Se ci colpiamo un occhio col dito, poi usiamo lo stesso dito per consolarlo, perché sappiamo che entrambi sono parte di noi, sappiamo che siamo uno. Dobbiamo risvegliarci a questo stato di unità. Il dolore degli altri è il nostro dolore, la loro gioia è la nostra gioia.


“Quando vediamo un cieco, non dovremmo piangere per lui, ma piuttosto prendergli la mano e aiutarlo ad attraversare la strada. Invece di provare pietà per gli affamati, dovremmo nutrirli oppure dirgli dove possono trovare del cibo. Pensiamo a ciò che noi possiamo fare per la società. Il vero attaccamento è il distacco. In quello stato mentale, non siamo arrabbiati con nessuno e non ci aspettiamo nulla da nessuno. La nostra mente è quella che ci crea sukha (gioia) e dukha (dolore). Se comprendiamo la natura della mente, il gioco è fatto”.


 
 

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