Ballando con Sri Krishna, ancora una volta, Rasa Lila a Vrindavan

7 aprile, Vrindavan, Uttara Pradesh – Tour dell’India 2016

In occasione della prima visita di Amma a Vrindavan, in circa 30 anni, le attività e gli eventi in onore suo e del suo gruppo si sono avvicendati senza sosta, quasi a voler recuperare il tempo perduto.

Al suo arrivo, Amma, accolta da un “shobayatra – nama-sankirtan” (corteo sacro in cui si cantano mantra, NdT) e da rappresentazioni di arte popolare, è stata subito condotta nei pressi di un sacro specchio d’acqua, noto come “Brahma Kund”, per benedirlo e assistere alla rappresentazione di un’antica forma d’arte popolare conosciuta come “Sanjhi” *, iniziata da Radha Rani.

Molti dei residenti dell’ashram di Amritapuri, che non avevano potuto seguire Amma nel tour dell’India, sono giunti in pellegrinaggio a Vrindavan, ed era come se tutta Amritapuri si fosse trasferita temporaneamente a Vrindavan.

Quella sera, per la gioia di tutti i presenti, e in onore di Amma, si è svolta una particolare rappresentazione di “Rasa Lila”, evocando la prima parte della vita del Signore Krishna. L’incantevole spettacolo includeva una rappresentazione del giovane Signore Krishna che sottraeva maliziosamente il burro alle gopi ad enfatizzare il furto dei loro cuori per guidarli lungo il cammino e fino all’apice della devozione. I dialoghi spiritosi e saggi e la musica coinvolgente hanno portato tutti ad estraniarsi e vivere un’esperienza mistica fuori dall’ordinario.

Gli artisti coinvolti erano persone comuni ma il pubblico presente a Vrindavan li vedeva come i veri Radha e Krishna. Nutrivano Krishna, facevano l’arati e prendevano da lui il cibo benedetto. Ai loro occhi si trattava di Krishna in carne ed ossa.

Per spiegare l’importanza della tradizione, Vineet Narayan, ospite e presidente della Fondazione Braj ha narrato la storia di due “sannyasi” (rinuncianti, NdT) di Varanasi, in cammino sulla via della conoscenza. Il più giovane era giunto a Vrindavan nonostante la reticenza del suo superiore. Una volta arrivato, assorbito dalle note di “Radhe Radhe”, si era immerso nell’estasi e aveva iniziato a mendicare il pane alla porta di tutti, indipendentemente dalla loro casta e restava assorto ad assistere alla rappresentazione di Rasa Lila.

Trascorse così sei mesi. Il sannyasi più anziano, in ansia per lui, giunse a Vrindavan per cercarlo e, ritrovatolo, rimase sorpreso nel vedere come egli avesse abbandonato le sue rigorose pratiche vediche. Lo ammonì ricordandogli che il suo dovere era di seguire i principi vedici e non indulgere nelle emozioni. Il giovane sannyasi cercò di spiegargli lo stato d’animo trascendente delle persone di Vraj, ma l’anziano era impassibile.

Tuttavia, accettò di assistere ad una rappresentazione di Rasa Lila, e si sedette in ultima fila insieme al giovane. Durante la performance gli sussurrò: “Se questo sul palco è il vero Krishna, scenderà e mi donerà la sua ghirlanda”. Al che, il Krishna sulla scena, scese effettivamente dal palco, facendosi largo fra la folla, e mise la sua ghirlanda al collo del sannyasi anziano. Non ancora convinto, quella notte, nelle sue stanze, il sannyasi anziano pensò: “Devo aver sussurrato troppo forte e lui mi ha sentito dal palco. Se è davvero Krishna, domani sera mi darà la sua foglia di betel quando gli verrà offerta”.

La sera successiva, mentre il sipario era stato calato per una modifica della scena, improvvisamente Krishna comparve da dietro la tenda, ancora una volta facendosi largo e dirigendosi verso il sannyasi, proclamò a gran voce per essere udito da tutti: “Costui è tanto avido che non gli è bastato ottenere la mia ghirlanda. Ora vuole anche la mia foglia di betel!”. Allora, il sannyasi anziano venne pervaso dalla devozione per il Signore Krishna e finalmente comprese i sentimenti del giovane sannyasi.

Questa storia è solo un esempio degli innumerevoli miracoli compiuti da chi impersonava Krishna sul palco a cui le persone hanno assistito. Per questo si dice che la rappresentazione di Rasa Lila a Vraj non è semplicemente teatro popolare, ma una vera manifestazione di Krishna, di Radha, e delle gopi attraverso i corpi dei giovani attori impegnati nella recita.

 

Dopo lo spettacolo offerto ad Amma, il piccolo Krishna è sceso dal palco e si è seduto in grembo a lei, appoggiando la testa contro la sua guancia in uno spettacolo commovente, reso ancora più significativo dal fatto che si stava svolgendo nel luogo in cui si dice che Krishna, abbia vissuto i primi spensierati anni della sua infanzia, tanti secoli fa.

Per l’occasione, Amma ha raccontato una bella storia del tempo delle gopi.

Una volta un astrologo visitò Vrindavan. Chiese alle gopi che incontrava la data di nascita e ciascuna gli comunicò la stessa. Solo l’ora era diversa. Gopi di tutte le età, giovani e anziane, riportavano lo stesso giorno di nascita. L’astrologo non capiva. Quando chiese il perché, spiegarono che tutte avevano conosciuto Krishna lo stesso giorno in cui venne a Vrindavan. Solo l’orario era diverso perché ciascuna lo aveva incontrato in un momento diverso del giorno.

Amma ha poi cantato due bhajan su Krishna, e, infine, ha chiesto a tutti di alzarsi in piedi e ballare. Quando ogni devoto, fra le diverse centinaia presenti, ha chiuso gli occhi e ballato, immaginando di danzare con Amma, non si poteva far altro che sentire come, ancora una volta, a distanza di secoli, l’energia di Rasa Lila si manifestava sul sacro suolo di Vrindavan.

 

* Arte Sanjhi
Il Pitra Paksh è un periodo di due settimane, nel corso del quale gli indù ricordano i loro familiari defunti e rivolgono loro speciali preghiere. In questa atmosfera cupa non si incoraggiano festeggiamenti.
Tuttavia per compiacere Krishna, Radha Rani e i suoi amici vollero decorare il percorso di Krishna al ritorno dal pascolo delle mucche, utilizzando polvere colorata, petali di fiori, sterco di vacca, cereali, lenticchie, frutta secca e fresca e conchiglie ecc. creando ogni giorno motivi diversi sul suolo o sull’acqua per deliziarlo.
Poiché l’arte decorativa si svolgeva verso l’imbrunire (Sandhya), ha preso il nome di arte Sanjhi. Abbandonata per secoli dopo l’epoca di Krishna, è stata ripresa nel 1770, da un santo, ex sovrano del Rajasthan. A lui si deve l’inizio di un Sanjhi Mela (grande raduno/pellegrinaggio) nei pressi di Brahma Kund a Vrindavan.

 

{phocagallery view=category|categoryid=334|displayname=0|displaydetail=0|displaydownload=0}