14 Giu

Tutti meritano di vedere il suo viso

14 Giugno 2006 – San Ramon, California, USA

Themba incontrò per la prima volta Amma a New York circa a metà degli anni novanta. A quel tempo, egli era un ricercatore spirituale molto combattuto: un giovane uomo ispirato alla ricerca della Verità, ma che ogni tanto aveva ancora dei guai con la legge.

 


Sebbene suo padre gli avesse instillato conoscenze spirituali di base, Themba sembrava incapace di superare le insidie associate alla crescita dei giovani nei quartieri più poveri in America. Divenne membro di una banda, usò e spacciò droga, e partecipò regolarmente a violenze e furti – e porta ancora nel torace una pallottola di un’arma di un membro di una banda rivale!

 

 

Themba racconta che era ispirato dagli insegnamenti dei maestri spirituali ma che, allo stesso tempo, era indispettito perché la diffusione di tali insegnamenti sembrava essere limitata alla classe americana media e superiore. “Pensavo: ‘Se questo è così vero, come mai non raggiunge il ghetto? Perché il messaggio universale non arriva al teppista?’”, ci ha detto. Themba voleva un maestro spirituale che trasformasse in azione le proprie parole, qualcuno che non solo raccontasse di come ogni uomo – donna, o bambino – sia l’incarnazione del divino, ma che anche servisse il suo prossimo di conseguenza.

Al programma di New York, Themba sfogliò la biografia di Amma e fu colpito da ciò che lesse. Amma raccontava che durante la sua fanciullezza, una voce interiore le aveva detto: “La tua nascita non è solamente per godere la pura beatitudine del Sé, ma per confortare l’umanità sofferente”. Fu poi ulteriormente impressionato dalla risposta di Amma a quella voce interiore: “Dopo di ciò, rinunciai a ogni cosa tranne all’amore per i miei figli”.

“Non avevo mai sentito da un maestro spirituale niente di così tanto profondo”, afferma Themba, “Amma mantenne ciò che aveva detto: ‘sì, rinuncio ad ogni cosa eccetto a voi tutti”… In quel momento, mi innamorai: ero fuori di me dalla felicità e mi sentii così travolto dalla gioia che quell’anno non andai neppure per il suo abbraccio. Ebbi l’esperienza che ogni volta che stava abbracciando qualcuno stesse abbracciando me”.

Mentre guardava Amma che dava il darshan quel giorno, Themba sentì una propria voce interiore ed ebbe una visione: “Vidi tantissimi senzatetto del Nord America che venivano portati al darshan di Amma e poi tantissimi Afro-Americani, e ancora Latino-Americani – tutti questi differenti generi culturali di persone che venivano a riunirsi ad Amma, alla loro madre”.

E l’anno successivo, quando Amma venne a New York, è questo che fece esattamente Themba. Riunì 15 persone indigenti in un furgone e le portò al darshan da Amma.

“Credo solo che tutti meritano di vedere il suo viso”, afferma, “penso solo che ognuno abbia diritto sapere che la propria madre è qui con lui”.

Ma la storia di Themba non finisce qui. “Le vecchie abitudini sono difficili da perdere e venni riportato al vecchio tipo di vita e rinchiuso di nuovo”, ammette. “Quella volta, fu condannato e subì restrizioni nel Riker’s Island, uno dei più severi penitenziari di New York, dopo essere stato arrestato per una vecchia condanna.

Ripensandoci, Themba pensa che il suo imprigionamento fu, in effetti, una opportunità per lui per servire “i figli di Amma in prigione”.

“Attraverso la grazia di Amma, finì per essere più un ritiro spirituale che qualcosa d’altro”, racconta, “La prigione fu la mia prima esperienza in ashram”.

Poco dopo essere stato incarcerato, Themba chiese a suo padre di mandargli qualche libro di Amma. Così fu e Themba strappò una foto di Amma per usarla per creare un piccolo altare per la puja nel suo dormitorio. Cominciò a derivare gioia dal fatto che centinaia di altri detenuti vedevano ora il viso di Amma, ogni volta che transitavano vicino al suo piccolo tempio. E, come la vede lui: “Anche dietro le sbarre, Amma mi stava dando uno scopo”.

Poi, Themba racconta che Amma incominciò a parlargli nel cuore. “Lei diceva: ‘Non importa quello che accade, sii soltanto un esempio di amore. Prega con i cristiani, prega con i mussulmani, con i membri dei Bloods o dei Crips (1). coi teppisti, coi criminali… Non mi importa se essi sono nel braccio della morte, sii amorevole con loro”. E i fratelli cominciarono ad essere attratti da me. Lei incominciò a mandarmi gente. Dicevano cose del tipo: “Chi è questa donna?”. E vedevo i cosìddetti più duri della società quasi sciogliersi alla vista del suo viso. Nessuno mancò mai di rispetto verso il ritratto di Amma. Essi erano soliti intenerirsi e dire ad esempio: “Chi è quella?”. Non sono un sognatore romantico, sono una persona concreta.

“”E quando ripetevo ‘Om’ mi canzonavano, ma Amma diceva: “Va tutto bene, lascia che ti prendano in giro, perché stanno imparando qualcosa di nuovo, e ciò li mette a disagio, ma stanno imparando qualcosa di nuovo, per cui va’ avanti”. E presto le persone vennero per chiedermi: “Puoi insegnarmi una breve meditazione?”.

 

Themba incominciò a raccontare di Amma ai suoi amici detenuti. Dice che molti amici Afro-Americani si identificavano con la storia della vita di Amma, per il fatto che Amma, come loro, è stata soggetta a persecuzioni per il colore scuro della pelle. Presto ci furono altri tre, quattro, cinque e più altari allestiti per Amma nel carcere di Riker’s.

“Alcuni di questi appartenevano ai cosìddetti “più minacciosi” e “più duri” figli di Amma”, dice (ricordando a tutti che “lei è la mamma di tutti”). “Così queste persone divennero come i miei angeli custodi. E anche le persone che mi deridevano non dicevano più niente… perché tutti più duri nel dormitorio ripetevano “Om” con me”.

 

“Amma stava realizzando il mio sogno”, racconta, “perché avevo sempre voluto pensare che il messaggio di un maestro spirituale fosse concreto. Avevo sempre voluto pensare che il messaggio di un maestro spirituale non fosse solo per certa gente – e Amma me lo stava provando proprio da dietro le sbarre, in prigione”.

Poi nel 2004, Themba venne scarcerato.

Come uomo libero, Themba è divenuto una figura chiave nel Circe of Love (Cerchio d’Amore), il programma del Centro M.A. che organizza la scrittura di amorevoli e incoraggianti lettere a persone che sono sole, sofferenti, ammalate o isolate. Con l’assistenza di Themba, il programma creò un ramo sussidiario che si focalizza sopratutto nello scrivere lettere ai carcerati: Circe of love Inside (Cerchio d’Amore per Detenuti).

“Le persone in prigione sono realmente sole”, dice Themba, “le famiglie di molti si sono allontanate e, per qualcuno in prigione, avere una lettera è come l’equivalente di ricevere un darshan per noi – ecco quanto è importante”.

“Molte persone in prigione sono di pelle scura come Amma e hanno ricevuto molti maltrattamenti; per loro leggere di come Amma, che è scura di carnagione e che subì umiliazioni come loro, sia diventata un leader spirituale… li tocca realmente. La vita che lei ha vissuto e che vive ora sono di particolare ispirazione per questo tipo di persone”.

Oggi , il Cerchio d’Amore per Detenuti è attivo in nove stati, con le partecipazione di volontari da tutto il mondo. Fino a ora, il gruppo ha anche mandato più di 200 libri di Amma a singoli o alle librerie delle prigioni e organizza anche visite alle carceri.

Attraverso il Cerchio d’Amore, i carcerati hanno persino imparato la tecnica di meditazione “Ma-Om” di Amma.

amma muraleNel Cerchio d’Amore per Detenuti, Themba ha recentemente iniziato un progetto chiamato “i murali di Madre”. Secondo il proprio desiderio per cui tutti dovrebbero avere la possibilità di vedere il volto di Amma, Tthemba sta cercando di fare pitturare dei murali di Amma sui muri delle comunità povere nel Nord America. Il primo, a Richmond, nella Bay Area, è stato recentemente completato. “Credo solo che tutti debbano avere la possibilità di vedere il suo viso. Credo solo che tutti meritino di sapere di essere amati”, dice Themba.

 

“La mia principale preghiera è che questo possa ispirare un’onda di devozione e servizio verso i figli di Amma in tutte le circostanze – non solo per quelli che sono benestanti”, dice Themba, spero che possiamo affrontare le situazioni scomode col viso di Amma in mente e i cuori aperti”.

– Kali Charan

(1) I Bloods e i Crips sono bande rivali.