21 Giu

Come porre fine alla sofferenza

11 giugno 2014 – Los Angeles, California
Tour del Nord America del 2014

Estratto della risposta di Amma a una domanda sul vero significato dell’affermazione “nessuno ci appartiene”.

Amma: “Quando diciamo “nessuno mi appartiene”, intendiamo anche dire “tutti mi appartengono, tutti sono un’estensione del mio vero Sé”. Se mettiamo cento scodelle d’acqua al sole, vedremo un riflesso del sole in ognuna di esse, ma, in realtà, non esistono cento soli: c’è soltanto un sole. Allo stesso modo, esiste un’unica coscienza, che si manifesta in tutti gli esseri.

Perché le scritture sacre e i guru dicono che tutto è uno? Il motivo è che vogliono che noi non siamo tristi o depressi e sanno che la comprensione di quel principio, che è la verità, porrà fine alla nostra sofferenza. Se pensiamo di essere entità limitate, formate solo da corpo e mente, inevitabilmente cadremo preda dell’insicurezza e della paura e, a causa di quell’insicurezza, cominceremo a dipendere dagli altri e questo porterà all’attaccamento e alla sofferenza. La nostra esistenza dipenderà dalle parole e dalle azioni altrui: se gli altri ci elogeranno, noi ci sentiremo al settimo cielo dalla felicità, se ci criticheranno, invece, sprofonderemo nel dolore. I mahatma, le grandi anime, vogliono che noi siamo liberi da queste dipendenze e sanno che, per poter esserlo, la comprensione di queste verità spirituali è fondamentale.

Un giorno, un re sognò di essere una farfalla che volava beata qua e là. Al suo risveglio, il re era molto confuso e iniziò a pensare: “Ma io sono un re che ha sognato di essere una farfalla, o una farfalla che sta sognando di essere un re?” In preda alla confusione andò da un guru, il quale gli disse: “Tu non sei né una farfalla né un re, tu sei pura coscienza, pura consapevolezza, ed è in quella consapevolezza che tu sei che hai fatto le due esperienze. L’atma è l’unica realtà: la farfalla e il re sono solo dei sogni”.

Figli, dobbiamo renderci conto di questa “realtà”; in questo modo ci accorgeremo di essere uno con gli altri. Dobbiamo vedere gli altri come fossero il nostro stesso Sé. Questo è l’unico modo per porre fine al dolore in cui adesso viviamo. Amma lo sa che non è facile, ma è possibile grazie a una pratica. Così come abbiamo imparato a identificarci col nostro nome, dobbiamo imparare a identificarci col nostro vero Sé”.