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Amma fa cadere tutti i muri di Berlino

7 ottobre 2012, Berlino

 

Quest’anno il tour europeo di Amma è iniziato a Berlino, città dalle radici storiche e culturali molto profonde. Per molti anni i berlinesi hanno chiesto ad Amma in modo sentito e spiritoso di visitare la loro città. Nel 2010, per esempio, durante il programma in un’altra città tedesca, un volontario travestito da orso gigantesco, simbolo di Berlino, si avvicinò danzando ad Amma durante il darshan (abbraccio, ndt) e le consegnò un originale invito (leggi articolo). E adesso, dopo aver finalmente acconsentito, Amma, noi del gruppo che viaggia con lei, e gli altri volontari ci troviamo qui al Velodrome, una grande struttura costruita in occasione della candidatura di Berlino ai giochi olimpici del 2000 (i giochi furono poi assegnati a Sidney, ndt)

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Durante il viaggio, abbiamo fatto visita ai resti del muro di Berlino. Molti di noi desideravano visitare questo monumento tanto emblematico, quest’opera che è costata tanto dolore e tante vite umane. Frammenti del muro fiancheggiavano una strada trafficata, e di tanto in tanto si incontrava qualche guardiola che sembrava fare ancora da sentinella. Abbiamo visto delle croci poste nel punto in cui qualcuno era stato fucilato mentre inseguiva la libertà. L’atmosfera era pesante. Perfino gli edifici e l’ambiente circostante sembravano ancora trasmettere la tristezza e il dolore di quei tragici avvenimenti. Anche se le persone che avevano sperimentato in prima persona le atrocità della seconda guerra mondiale e della guerra fredda hanno ormai lasciato questo mondo, nella nostra mente e nella nostra memoria si annidano ancora i ricordi di quei momenti terribili.

 

Ricordo che prima che imparassi a dire uno, due e tre (onu, randu, munnu) in malayalam (lingua del sud dell’India, ndt), quando ancora camminavo a gattoni, mio padre mi insegnò alcune parole di quella che poi sarebbe diventata la prima lingua straniera che avrei imparato. Mi insegnò a dire ein, zwei, drei (uno, due, tre in tedesco, ndt), guten morgen e guten nacht (buongiorno e buonanotte in tedesco, ndt) e altre parole che aveva imparato quando era prigioniero di guerra in Germania, durante la seconda guerra mondiale. I miei amici francesi e tedeschi restano sempre ammutoliti quando racconto la storia di mio padre, catturato in Francia dopo lo sbarco in Normandia e sopravvissuto per un anno in un lager tedesco. Ci è mancato davvero poco che io non nascessi! Tuttavia mio padre cercò sempre di vivere con ottimismo quell’esperienza e addirittura fece amicizia con alcuni ragazzi tedeschi che, attraverso la recinzione del campo, barattavano souvenir in cambio dei generi alimentari che i prigionieri a volte ricevevano dalla Croce Rossa. Con loro, mio padre instaurò un’amicizia che poi sarebbe durata nel tempo, e fu proprio da quei ragazzi che imparò le parole tedesche che poi mi ha insegnato.

 

La sera prima dell’inizio del programma, Amma è entrata in sala e ha servito la cena a tutti i volontari e ai componenti dello staff del tour. Il menù era internazionale: spaghetti (Italia), patate (Germania), insalata (Europa e USA) e chai (India). Dopo la cena, Amma ha raccontato storie e barzellette e poi ha guidato il  bhajan (canto devozionale, ndt) “Bandalo”, chiedendo a tutti i presenti di battere le mani gli uni con gli altri. Lei ama vedere le persone battere le mani e danzare assieme perché, come lei stessa afferma, questo è un segno di unità. Osservando quel miscuglio di persone di varie nazionalità mangiare, cantare e ballare assieme mi è sembrato di vedere una festa organizzata dalle Nazioni Unite! Tutti gli avvenimenti del passato sono stati dimenticati nell’atmosfera gioiosa creata da Amma, così come le discordie economiche e politiche attuali.

 

Il programma è iniziato il mattino successivo e nella sala, gremita di visitatori, campeggiava una  scenografia mozzafiato. Scenografia che riportava una citazione di Amma: “L’amore è il fondamento dell’universo.” L’amore di Amma trascende tutte le differenze, tutte le barriere ed è un esempio per noi. Durante i bhajan serali è stato presentato un nuovo canto, il cui ritornello dice: “Shanti, salaam, pace, shalom”, ovvero la parola ‘pace’ nelle diverse lingue delle principali religioni del mondo. Quella pace di cui noi, grazie all’esempio di Amma, cerchiamo di diventare portavoce.
Il nostro augurio è di imparare a trascendere individualità, famiglia e nazione e che tutti i muri che ci separano gli uni dagli altri possano essere abbattuti!