Pagina principale Chi siamo Amma nel mondo La fede di un cuore innocente è ciò di cui si ha bisogno per realizzare Dio
La fede di un cuore innocente è ciò di cui si ha bisogno per realizzare Dio

Mysore, Karnataka, 3 marzo – Tour Indiano 2017

Dopo un breve viaggio Amma è giunta a Mysore {news} da Mananthavady {news} tra una folla di gioiosi devoti. Si è fatta largo fino al palco, ha servito il prasad a tutti i presenti, e poi ha chiesto se qualcuno avesse una storia da condividere. Una devota ha alzato la mano e ha iniziato a raccontare ad Amma cosa era successo durante una gita sul bus: erano circa le 6:30 di sera e, come si è soliti nell’ashram, i devoti del bus avevano intonato i bhajan serali, al termine dei quali, un’ora più tardi circa, cominciarono a cantare l’arati. Una ragazzina spagnola, Tapasya, d’improvviso tirò fuori il telefonino e si mise a usare la funzione torcia al posto del fuoco che tradizionalmente viene offerto alla fotografia di Amma durante l’arati. Prima ondeggiò la luce del telefono con un movimento circolare e poi la passò a ciascun passeggero del bus, in modo che tutti potessero prendere la propria benedizione come se si trattasse del fuoco benedetto. La donna che raccontava questa storia ha condiviso quanto l’avesse commossa lo spirito di amore della ragazzina.

 



Amma ha sorriso non appena la storia le è stata tradotta. Alla fine, ha fatto notare come questo fosse un esempio dell’innocenza che viene da un cuore puro come quello di un bambino. Quella innocenza, ha detto Amma, produce un’enorme quantità di fede. Ha detto alla donna, che aveva condiviso la storia, che il forte sentimento che aveva sperimentato mentre viveva il fatto esprimeva l’importanza che dovremmo dare alla compagnia di cui ci circondiamo. “Già solo entrando in una miniera di carbone verremo ricoperti di fuliggine, anche se non tocchiamo niente, ed entrando in un negozio di profumi la scia odorosa non ci lascerà finché non usciamo. Qualsiasi azione, pensiero ed emozione hanno la loro propria vibrazione” ha detto Amma. “L’amore, la bramosia, l’odio, la paura, la compassione, sono tutte diverse vibrazioni che hanno il potere di influenzare il mondo che le circonda”. La fede e l’innocenza di questa ragazzina sono state contagiose, e questo dimostra come le nostre emozioni abbiano un impatto sul mondo e sulle persone intorno a noi.

Ricordandoci la necessità della fede, Amma allora ha raccontato la storia di un paese che soffriva per la siccità e che organizzò uno yagna (rito) nella speranza di richiamare la pioggia. Una famiglia si stava preparando per andare allo yagna quando il piccolo della famiglia prese l’ombrello da portarsi appresso. La madre gli domandò per quale motivo si portasse dietro un ombrello – dopo tutto, disse, era così caldo e secco che non c’era possibilità che piovesse. Il ragazzino rispose stupito alla madre dicendo che sarebbero andati a uno yagna per la pioggia, e così, non dovevano forse portare un ombrello, visto che doveva piovere? Infatti, si mise a piovere al termine dello yagna, e Amma ha sottolineato che, sebbene molte migliaia di persone avessero partecipato al rito, era stata solo la fede del ragazzino a far funzionare l’intero yagna: questo è il potere della fede di un bambino. Le preghiere dei bambini ricevono risposte più rapidamente rispetto agli adulti perché hanno l’innocenza nel cuore.


Per spiegare il tipo di fede che molta gente ha oggi, Amma ha raccontato la storia di un uomo che era innamorato di una donna che viveva dall’altra parte della montagna. Quest’uomo aveva sentito la frase: “La vera fede può spostare le montagne” e così decise di pregare Dio di spostare la montagna e riunirlo con la sua amata. Dopo alcuni giorni di preghiera l’uomo smise, dicendo: “Ho sempre saputo che la montagna non si sarebbe spostata”. Amma ha detto che quando la preghiera viene da un livello così superficiale, senza alcuna intensità di fede, di certo risulta priva di efficacia.

 


Tutto nell’universo è in continuo cambiamento” ha spiegato Amma. “Anche gli amici di oggi possono diventare i nemici di domani. Come un uomo puro può diventare malvagio in breve tempo, così anche un malvagio può voler diventare un uomo buono. Il nostro mondo cambia di continuo. Di conseguenza dobbiamo imparare a concentrarci sul sostrato che non cambia, che è Dio stesso, pura coscienza”.

Terminata la risposta, una bambina di 8 anni, Amrita Varshini dalla Finlandia, ha voluto condividere una storia. La bimba ha iniziato a raccontare la storia di un guru e del suo discepolo: un vecchio viveva su una montagna. Era noto per essere un grande saggio. Un giovane, desideroso di seguire le sue orme, decise di diventare suo discepolo. Tutte le sere vedeva il vecchio leggere un libro. Una notte, domandò al vecchio di cosa parlasse il libro. Il vecchio rispose che la particolare pagina che continuava a leggere trattava del segreto per raggiungere la pace. Il giovane discepolo lo supplicò di leggergliela, ma il vecchio rimase impassibile alle sue preghiere, dicendo che il giovane non era pronto a leggere tale libro. Così pieno di desiderio di leggere il libro, il giovane disse che avrebbe fatto qualsiasi cosa per provare la sua adeguatezza. Il vecchio gli indicò un albero ai piedi della montagna che si affacciava su di un lago. Disse al discepolo di arrampicarsi e starci seduto in cima per novantanove giorni e notti. Il giovane discepolo discese la montagna e si arrampicò sull’albero.

Mentre i giorni passavano, la gente del villaggio iniziò a girare intorno all’albero stupita dal discepolo.  La novantaseiesima notte, arrivò un forte temporale. Nonostante la pioggia, il vento, i lampi e i tuoni, il discepolo restava immobile.  Il giorno dopo, la gente del villaggio circondò l’albero e iniziò a pregarlo come un grande saggio. Sentendosi orgoglioso, compose una poesia:

Come una montagna di pietra,
Il vento più potente,
Il tuono più tonante,
non sono riusciti a smuovermi.
Salda è la mia mente.
La liberazione è la mia vittoria
.

Il giovane mandò tale poesia al vecchio sulla montagna. Leggendo la poesia, il vecchio girò il foglio e scrisse “Rutto” sul retro, e lo rimandò al discepolo. Quando il discepolo lesse tale parola sul suo poema, “Rutto,” si arrabbiò con il vecchio, sentendosi immensamente disprezzato. Scese dall’albero e risalì la montagna per confrontarsi con lui. Quando arrivò contestò il saggio, chiedendo come mai avesse scritto “Rutto” sulla sua poesia. Il vecchio rispose: “Dicevi che il vento più potente e il tuono più tonante non potevano smuoverti, ma è bastato un rutto a farti venire quassù”.

 

 

Amma e la folla hanno gradito la storia, trovandola appropriata al messaggio ricevuto solo qualche minuto prima. È facile dominare il mondo fuori ma non la nostra stessa mente. La storia evidenziava l’importanza di avere un cuore di bambino, e ha pervaso l’atmosfera della gioia   che accompagna una tale innocente storiella. È stato un modo perfetto per finire la serata e ispirare la contemplazione in tutti i devoti, che il giorno dopo si sarebbero alzati con un fitto programma da gestire per via di tutte le manifestazioni e festeggiamenti che accompagnano il darshan di Amma.


 
 
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