Pagina principale Chi siamo Amma nel mondo Coltivare la devozione attraverso il desiderio, il distacco e la discriminazione
Coltivare la devozione attraverso il desiderio, il distacco e la discriminazione

Kozhikode,  22 febbraio – Bharata Yatra 2017

Il gruppo del tour si è fermato a Kozhikode presso la dimora di Chandrahasan, devoto di Amma  da oltre trent’anni {leggi l'articolo}. Era ora di pranzo e Amma aveva appena distribuito il prasad. Amma ha chiesto ai devoti che si erano lì raccolti se vi fossero domande. Un devoto ha alzato  la mano, Amma lo ha fatto avvicinare e lui ha domandato: “Come possiamo aumentare la nostra devozione in qualunque momento?”

 


Amma ha risposto: “La devozione dipende dall’intensità del desiderio di raggiungere l’obiettivo. L’intensità di raggiungere l’obiettivo porta con sé  “vairagya” (il distacco). Allo stesso modo, ciascuno deve usare “viveka” (il discernimento), costantemente, praticando  “neti neti” [1].

Desiderio di raggiungere l’obiettivo
“Dovreste sviluppare il desiderio del pesce che si trova fuori dall’acqua. Proprio come  il pesce agogna a rientrare nell’acqua, così dovrebbe essere il nostro desiderio di raggiungere la meta prefissata. Il pesce, per cui  l’acqua stessa è vita, è consapevole che ogni istante sulla terraferma lo avvicina alla sua morte, e così non perde neanche un attimo. Per tutto il tempo che trascorre fuori dall’acqua, si dimenerà selvaggiamente per ritornare in acqua. Questo è il tipo di desiderio che dovremmo avere per raggiungere il nostro obiettivo”.

Amma ha fatto un altro esempio: “Allo stesso modo, quando uno ha fame, chiederà cibo e se non riesce a ottenerlo, chiederà la carità in denaro così da comprarlo. Se nessuno gli dà soldi, allora andrà a rubarlo. Dovreste sviluppare questo livello di determinazione nel desiderio”.

“Quando avete un problema ai reni, il dottore vi farà bere molta acqua per ripulire i reni. Ricevute le indicazioni dal dottore, anche se non avrete sete, anche se non avrete desiderio di bere nemmeno un sorso d’acqua, vi metterete a bere in continuazione, vi sforzerete di bere. Così, dovreste continuare a cantare il vostro mantra ogni momento. Anche se non desiderate cantare il mantra, dovreste continuare a farlo. Anche se non  avete sempre voglia di farlo, dovreste continuare a recitarlo. E seppure  vi sembra meccanico, e non sentite amore nella vostra pratica, dovreste continuare a ripeterlo. Nella gioia e nel dolore, dovreste continuare a recitarlo”.

Viragya and Viveka
“Abbiamo bisogno di sviluppare vairagya (il distacco) di una persona che sta seduta di fronte al proprio piatto preferito, ma ha visto un ragno o una lucertola cadere dal soffitto nel piatto. Sapendo questo la persona in questione probabilmente non toccherà il cibo temendo di venire contaminata e ammalarsi. Questo è il tipo di distacco che dovremmo avere nei confronti del mondo.


“Proprio ora siamo seduti qui a Kozhikode, ma sappiamo che per sera dobbiamo raggiungere Mangalore, questa è la nostra meta. Così non trascorreremo tempo oltre il previsto qui. Abbiamo da portare avanti un programma questa sera. In ogni modo, per andare là dobbiamo affrontare un viaggio, e così dobbiamo assicurarci di avere tutto pronto e di mantenere la lucidità per raggiungere la nostra meta in tempo. Anche quando siamo seduti qui adesso, non ci dimentichiamo che la nostra meta è raggiungere Mangalore; e sebbene qui stiamo svolgendo varie incombenze non collegate ad esso, noi abbiamo sempre dentro di noi la consapevolezza che dobbiamo partire per arrivare a destinazione in orario.


“Dobbiamo coltivare questo  genere di atteggiamento, dobbiamo continuare a provare e sforzarci. Potremmo non avere sempre  quel genere di desiderio per raggiungere la meta, ma nonostante ciò dovremmo continuare a sforzarci. Anche se non avete un desiderio così intenso, continuate a provare a ricordare l’obiettivo.


“Se venite a sapere che c’è dell’oro da qualche parte là fuori, correte a prenderlo, perché desiderate ardentemente impossessarvene. Ma una volta preso l’oro, lo riporrete nelle vostre case e l’intensità scemerà. Voi sapete che l’oro è presso di voi, siete consapevoli che l’oro è con voi. Quando lo avete con voi, non sarete però consapevoli in ogni istante di questo fatto, e così perderete l’intensità di desiderio.
“Quando uno studente si prepara per un esame, non andrà alle  feste o al cinema, ma mangerà poco la sera prima, così da alzarsi presto la mattina per studiare senza fatica. Sarà sempre concentrato sullo studio. Per il suo scopo, è disposto a sacrificare molte cose. Così dovremmo avere una ferma coscienza dell’obiettivo, il desiderio di raggiungerlo, ma anche il distacco”.

 

 

Esempi dalla gioventù d Amma
“Per Amma tutto è Dio. Il creatore e la creazione non sono separati. Ogni cosa è ricondotta a unità. Amma usava parlare a ogni cosa come se fosse un essere vivente:  ai piccioni, ai pappagalli, agli alberi di cocco, alle mucche, alle capre, al vento, alle increspature dell’acqua nel canale…Quando faceva il bagno, Amma raccontava storie alle ondine e le baciava. Quando Amma faceva una passeggiata, se dimenticava di cantare il mantra, tornava indietro due passi e riprendeva a camminare recitando il mantra. Quando Amma s’immergeva nel canale, pensava, ‘Quanti mantra riesco a recitare stando sott’acqua?’ Quindi si immergeva, riemergendo solo quando aveva cantato tutti i mantra che si era prefissata.
“Amma aveva quel genere di atteggiamento. Vedendo ogni cosa come il suo Sé, questo atteggiamento veniva spontaneo. Sebbene Amma fosse consapevole che ogni cosa è Atman (spirito), non ha mai percepito qualche cosa come inanimata. Addirittura condivideva i suoi stati d’animo con il suo cuscino.  Amma non lo ha mai considerato  solo un cuscino, era anche divino, era anche una cosa  dotata di consapevolezza. Per Amma nulla è inanimato o inerte. Non tutti riusciranno a sviluppare tale atteggiamento, ma svilupparlo è  come vincere la lotteria. Sebbene possiate non avere tale atteggiamento per dote di natura, dovreste continuare a sforzarvi”.

Atteggiamento nei confronti di Dio
“Quando avete un problema, non andate a parlarne con tutti quelli che vi circondano, ma condividetelo solo con il vostro “ishta deva” [2].
“I bambini vengono da Amma e le raccontano che i loro padri li hanno rimproverati  e che le loro madri hanno fatto loro questo o quello, che i  loro fratelli o sorelle hanno litigato con loro. Riservano le loro lamentele per Amma. Così, dovreste andare anche voi nella stanza dove avete il vostro altare e condividere tutte le vostre rimostranze con il vostro ishta deva. Questo è l’atteggiamento da sviluppare; oppure potete sviluppare l’atteggiamento che ogni cosa è il Sé”.
Quindi Amma ha disquisito sui vari atteggiamenti che i devoti dovrebbero adottare quando vogliono sederLe accanto. Alcuni potrebbero concentrarsi sul starLe seduti il più vicino possibile, altri potrebbero prendere come segno del destino rimanere dove sono, altri ancora potrebbero vedere ogni cosa come Amma. Questi sono diversi atteggiamenti che i devoti possono sviluppare.
“Anche se Dio è dentro di noi, nel nostro stato attuale di coscienza, la mente è molto lontana da noi. Non abbiamo la consapevolezza che Dio è dentro di noi, così questo atteggiamento è pur esso una sorta di discriminazione per raggiungere il nostro vero Sé.

“Anche se abbiamo studiato i Vedanta, quel senso (bhava) di discernimento potrebbe non sopraggiungere,  Amma vede che non accade. Quando sopraggiungono le difficoltà veniamo  distolti da quell’atteggiamento  e così, non siamo più capaci di mettere in pratica quello che abbiamo appreso. L’essenza e il fondamento è l’ Advaita [3], tutte le altre pratiche sono preparatorie per raggiungere questo stato”.

 

 

Amore e ricordo di Dio
“Il nostro amore per Dio dovrebbe essere come l’amore che ciascuno ha verso il proprio amato.
“Due uccelli in amore riposano sul ramo di un albero guardandosi l’un l’altro. Quando il vento soffia agita le foglie e nasconde la vista di ciascun uccello. Gli uccelli allungheranno il capo per vedersi anche attraverso il muoversi delle foglie. Questo è il tipo di desiderio che dovremmo sviluppare  nei confronti di Dio. Il tipo di desiderio che ogni amante ha per l’altro quando è da esso separato, questo è il tipo di desiderio che dovremmo avere nei confronti di Dio. Gli amanti non vogliono perdere il proprio amato, neanche per un secondo.  In questo momento, è come se ci si fosse sposati, e sebbene ora si sia  affievolita, si aveva quell’intensità all’inizio”.

Ricordo di Dio nei momenti dolorosi

“La regina Kunti pregò Dio di renderla sempre sofferente. Fece questo perché sentiva che avrebbe ricordato Dio più nella pena che nella prosperità. Amma nota che, alla luce del sole, si vedono tutti gli oggetti, ma non si percepisce il sole direttamente. Al contrario, alla luce della luna si vede solo la luna. È lo stesso nel buio del dolore, in cui  si percepisce Dio. Alla luce del sole si vedono gli oggetti materiali, ma alla luce della luna, gli stessi oggetti sono là ma si vede solo la luna. Così, nel buio della pena si pensa solo al Supremo”.

I devoti erano seduti quieti, immersi nella contemplazione delle parole di Amma.

Per ciascuno avevano un messaggio speciale, per alcuni istruzioni speciali, per altri una frase o un sentimento che andava a estinguere il loro inestinguibile desiderio  del cuore verso l’acqua della saggezza della Madre.

Anche se era giorno, Amma brillava come la luna piena nella vastità di un cielo notturno senza nuvole.

 

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[1]: “Neti, neti” che si traduce come “né questo, né quello”  si riferisce a una pratica in uso presso gli jnanis per discernere l’Atman (il Sé immutabile) attraverso il rifiuto di tutto quello che è anatman (non Sé impermanente). Attraverso neti, neti qualsiasi oggetto, pensiero, sentimento, desiderio, piacere, dispiacere, ecc. che si presenta alla mente è considerato in termini di atman o anatman. Ciò che è anatman viene scartato, “non questo” (ovvero non è il Sé), rafforzando il vairagya (distacco) per tutto ciò che non è duraturo.
[2]: forma prescelta di Dio
[3]: non-dualismo


 
 
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